Materiali poveri per giochi
ricchi è in giro…una vacanza/studio in una piccola cittadina tedesca.Dato che l’arrivo della primavera già si sente nell’aria, di buon mattino munite di macchina fotografica siamo andate in
giro per questa piccola cittàper raccontarvi attraverso le immagini l’atmosfera primaverile che qui si
respira.In questi giorni un sole tiepido
ci ha regalato la possibilità di passeggiaree assaporare l’aria fresca del mattino. In ogni angolo fiori e cestini,
galli e galline, gusci di uovae erbe
aromatiche.Tutto questo ci piace molto
e speriamo piaccia anche a voi. Come al
solito a noi sono venute molte idee per abbellire i nostri spazi e siamo sicure
che anche per voi sarà la stessa cosa.Non si tratta di copiare ma di prendere spunto, sarà sicuramente bello
sistemare un piccolo angolo della sezione con fiori freschi o con un cesto
digusci di uova. Ma qualsiasi decorazione
scegliate vi ricordiamo di cercare sempre di utilizzare cosesemplici e poco costose.La primavera è alle porte, fatela entrare nel
vostro nido o nella vostra scuola
utilizzando materiali poveri ecolori
tenui. I bambini apprezzeranno sicuramente.
E' sempre un piacere scoprire idee per abbellire gli spazi o trovare quel “lavoro” nuovo da proporre ai bambini, soprattutto per chi come noi lavora nel settore e non vuole fossilizzarsi troppo sui soliti siti che propongono cose sempre uguali viste e riviste... Per questo abbiamo deciso di condividere con voi le immagini luminose e delicate delle farfalle di carta, semplici e veramente carine, di questo sito giapponese http://klastyling.com e dei cuori di lana di www.hellowonderful.co siamo sicure che vi porteranno un po’ d'ispirazione in queste giornate invernali. Vi immaginiamo già con carta, colla e forbici ad abbellire una parete o una finestra del vostro nido, della vostra scuola o della camera di vostro figlio piccolo o a preparare il “lavoro” con lana e cartoncino per i bambini più grandi. La semplicità e la cura per i dettagli creano sempre un'armonia nello spazio rendendolo perfetto e bello da vivere. Raccomandiamo sempre, anche nei nostri corsi di formazione, di non sovraccaricare le aule di cose appese alle pareti e anche gli spazi, gli angoli gioco devono essere organizzati nei minimi dettagli e tutto deve essere scelto con cura per assecondare i bisogni dei bambini. Uno spazio ordinato, con la quantità giusta di attività e di materiali permette di vivere più lentamente il tempo scuola e permette soprattutto di contrastare il consumismo ed apprezzare la qualità e l'autenticità delle cose più che la quantità.
Nel nostro blog ogni tanto ci piace parlarvi di libri e questa volta abbiamo sentito il desiderio di parlarvi del libro più famoso di Maurice Sendak:
Il Paese dei mostri selvaggi. Il libro è considerato un classico dell’illustrazione per l’infanzia.
I disegni sono molto belli e la storia è affascinante. Piace ai bambini e a tutti quelli che sanno ancora stupirsi e meravigliarsi. Come al solito cerchiamo, attraverso una ricerca approfondita di darvi il massimo delle informazioni possibili su questo libro.
Intanto vi diciamo che il titolo originale è: Where the wild things are (Dove sono le cose selvagge). Le “cose selvagge “ sono il “luogo”della rabbia e delle paure dei bambini e forse anche degli adulti.
Ma iniziamo: Max, il bambino protagonista di tutta la storia, è vestito da lupo ed è arrabbiato e ne ha fatte di tutti i colori. La mamma gli urla «Cosa selvaggia!», lui le risponde «Ti mangio!» a quel punto la mamma lo spedisce a letto senza cena. È così che nella sua camera inizia a crescere una foresta e tra gli alberi alti e fitti appare il mare e una barchetta che servirà a Max per prendere il largo e giungere nel paese dei mostri selvaggi, un paese, appunto, dove vivono creature orribili pronte a sbranarlo ma lui con il coraggio che lo contraddistingue e piglio deciso, li domina con il suo sguardo e si proclama loro re. Ballano e festeggiano tutta la notte. Al giungere dell’alba Max è stanco e vuole tornare a casa, ha nostalgia e ha fame. Con la barchetta torna a casa dove trova la cena ancora calda ad aspettarlo. La mamma lo ha già perdonato. Il libro usci nel 1963, sappiamo che Sendak ci lavorò quasi dieci anni e quando il libro uscì non fu accolto con molti onori. Le critiche letterarie non furono delle migliori e spesso fu caldamente consigliato ai genitori di non leggerlo ai bambini. Sembra che Bruno Bettelheim, scrisse che le mamme non dovevano comprare quel libro, ma si dice in giro che non lo aveva letto e si era fatto consigliare da un critico suo amico. Ma ai bambini piaceva e nelle poche biblioteche dove era disponibile c’era la fila per leggerlo e chiederlo in prestito.
Questo libro non ci parla del bene e del male ma entra in maniera approfondita nei meandri della nostra mente e ci fa notare che a volte, tutti noi, entriamo nel mondo d’inferno e ci soggiorniamo per un po’ ma si sa, dopo un forte temporale esce sempre il sole. In questo caso la storia è semplice, un bambino è arrabbiato e attraverso l’invenzione di un mondo fantastico esplora la sua paura, la vive fino in fondo e torna sapendo di essere accolto.
I libri sensoriali sono per la loro natura oggetti materici. Esplorabili con le mani, osservabili con gli occhi, permettono una concentrazione di alto livello. Predispongono i bambini ad una ricerca più profonda delle cose, a ritmi più lenti rispetto all'immediatezza e alla velocità degli stimoli luminosi e visivi. L'ideazione di illustrazioni o di oggetti da toccare risveglia l'interesse per i materiali che ci circondano, anche e soprattutto per quelli di scarto e di riciclo. Le sollecitazioni derivanti dai sensi cosiddetti minori, specialmente in una società come la nostra fortemente condizionata dal potere delle immagini, stimolano e sostengono la nascita di linguaggi nuovi. Questi libri permettono di utilizzare materiali diversi, combinati in modi semplici o complessi a seconda dell’età dei bambini a cui sono diretti. Aprire, chiudere, infilare, toccare risultano tutte attività indispensabili per i bambini. Sempre più gli adulti sono alla ricerca di attività e libri che rispondano all’esigenza esplorativa dei bambini noi di Materiali Poveri per Giochi Ricchi siamo tra quelli.
è con molto piacere che scriviamo questo post. Come forse sapete Materiali poveri per giochi ricchiè un blog, un'idea, un modo di pensare l'infanzia di due persone, Alda Pisano e Fulvia Rizonico, cioè noi. Ci siamo conosciute qualche anno fa. Dieci? Si, dieci anni fa. Abbiamo iniziato a lavorare insieme e poi trovando la cosa interessante, abbiamo continuato a farlo. Ci piace, ci sentiamo in sintonia, abbiamo lo stesso pensiero sull'educazione e sull'infanzia. Maestra di metodo Montessori Alda, curiosa ricercarice Fulvia, mettiamo insieme le nostre conoscenze, le nostre intuizioni. Organiziamo laboratori di formazione, spazi educativi e scriviamo articoli e libri.
Per certi versi ci sentiamo intercambiabili, anche se ognuna di noi è diversa dall'altra, nei nostri corsi, quando lavoriamo insieme, diventiamo un tutt'uno, ci alterniamo negli interventi per creare l'ambiente giusto per le nostre partecipanti e per dare a tutti le nostre conoscenze acquisite in tantissimi anni di lavoro. Quando lavoriamo lontano, alla sera il primo pensiero è condividere: ciao come è andata ...?
Il 28 novembre 2015 saremo a Parma presso Il Club Mary Poppins - Scuola primaria e secondaria Munari, saremo vicine ma una nel laboratorio dei materiali e l'altra in un aula della scuola.
Una a parlare del pensiero di Maria Montessori e dei suoi materiali di sviluppo e l'altra a parlare di come si organizza un laboratorio con i materiali naturali e di recupero per i bambini.
Vi aspettiamo!
§ Il laboratorio B) Materiali naturali e di recupero - Attività al tavolo - Attività a terra
Prevede due momenti diversi, nel primo si sperimenterà il lavoro al tavolo e nel secondo il lavoro a terra. In particolare si affronteranno i seguenti temi: come organizzare un laboratorio di materiali naturali e di recupero al nido o a scuola, come avvicinare i bambini al lavoro nel laboratorio e come dovrà essere il ruolo dell'adulto durante questa esperienza.
§ Il laboratorio A) Idee- Spazi –Materiali. Il pensiero montessoriano entra nel nido e nella scuola dell’infanzia prevede due momenti, una prima parte teorica supportata da visioni di immagini sull’organizzazione dell’ambiente e sul pensiero di Maria Montessori e una seconda parte pratica dove si potrà studiare e osservare l’uso di alcuni fra i più noti materiali di sviluppo montessoriani.
Maria Montessori comincia da una prima scuola in via dei Marsi 5: un’unica stanza piuttosto grande con un cortile esterno recintato riservato ai bambini.
Qui si preoccupa anzitutto di organizzare l’ambiente: non pancacce e tavoli pesanti o banchi scolastici, da lei considerati veri strumenti di tortura, studiati apposta per ottenere “l’immobilità del fanciullo” ma come risulta dal progetto allegato alla prima edizione del Metodo, un mobilio grazioso – è l’epoca del liberty – costruito su misura per i piccoli ospiti e così leggero che i bambini stessi possono spostarlo a piacere...
La Montessori sa che i bambini non possono rimanere inattivi. Nella stanza dispone credenze … È lì che saranno allineati i materiali riuniti in una scatola a scomparti … (da Maria Montessori – Una storia attuale di Grazia Honegger Fresco)
Le scatole montessoriane “ferme nel tempo” sono molto utili per allestire gli spazi educativi.
Quindi non potevamo che scegliere “Le scatole Montessoriane” per iniziare la nostra attività di formazione romana per questo anno educativo.
Si ringraziano le educatrici e le insegnanti che hanno partecipato con entusiasmo e il nido "Le Coccinelle" di via Jacini in Roma per averci ospitato con garbo e attenzione.