sabato 5 settembre 2015

Le attività per i piccoli

Più passa il tempo e più sembra  che le attività semplici  possono rispondere ai bisogni dei bambini, per quanto nuove condizioni chiedono e chiederanno loro competenze diversificate.  
La nostra riflessione nel corso degli anni inizia con il rapporto, che oggi sembra fondamentale, fra la condizione in cui  queste attività  mettono  i bambini e la capacità di scegliere.  Il web è un esempio significativo di come i bambini piccoli di oggi dovranno saper affrontare il mondo quando saranno più grandi;  il mondo del web mette a disposizione  tante cose belle, buone , cattive, violente … chi lo utilizza deve saper scegliere. 

Più aumenta l’offerta più diventa fondamentale la capacità di scegliere. Molti studi illustrano la plasticità del cervello del bambino nel primo anno di vita. Vogliamo veramente svilupparne le potenzialità?  Queste attività sono  un aiuto concreto a questa domanda, è la messa in condizione, dei bambini  di sperimentare la capacità, da se e per se, di osservare, scegliere, fare.

Il cervello si nutre di stimoli sensoriali e quindi se  offriamo loro proposte  per tutti i cinque sensi ogni bambino potrà guardare, toccare, assaggiare, in molti modi.
Il bambino piccolo che può scegliere e sa scegliere. Questo vuol dire che anche lui ha qualche responsabilità, e questo allontana l’idea di un comportamento genitoriale che, da solo determina tutto il successo e l’insuccesso della prestazione del bambino. Per i genitori vedere il proprio bambino che sceglie un oggetto, ne fa qualcosa poi lo lascia cadere, ne prende un altro e fa un’altra cosa è fare esperienza di un interlocutore che sa scegliere.







Nido Anghingò Roma






www.quandofuoripiove.com/2012/04/la-tavoletta-multi-attivita-di-puki.html
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lunedì 27 luglio 2015

La sabbia e gli adulti...

Non smetto mai di guardare i bambini, fanno parte di noi... della nostra vita...
Quello dei bambini è un mondo fantastico e meraviglioso da guardare per vedere la magia e la fantasia che solo un bambino è in grado d'offrire.
L'osservazione  dei bambini nasce per me in un tempo molto lontano, quando studiavo e facevo tirocinio nelle "Case dei bambini", lì nelle aule della scuola Montessori di Monte Antenne a Roma ho imparato come osservare il "fare" dei bambini. 
Gli insegnanti mi dicevano: "devi diventare invisibile, trasparente per poter cogliere i perché delle azioni, dei gesti e delle emozioni, che ci sono dietro ai comportamenti che muovono un bambino".
Una osservazione attenta è alla base della pedagogia scientifica di Maria Montessori, concetto sottolineato  anche all'ultimo convegno Montessori, che si è tenuto a Roma, da Grazia Honegger Fresco. Lei ha suggerito e consigliato alle giovani laureate un lungo periodo di osservazione in una struttura montessoriana, per cogliere i tempi dei bambini, per scoprire quale sia la motivazione interiore che spinge il bambino a compiere una determinata azione. Tutto il metodo Montessori nasce dal lungo periodo di osservazione che ha fatto Maria Montessori sui bambini. E' da questa attenta osservazione che nasce il ruolo dell'adulto, presente ma non interventista, attento a sostenere i bambini con la presenza e con lo sguardo.
L'estate al mare sulla spiaggia, mi capita spesso, di guardare i bambini che giocano con la sabbia.
Ma nell'ultimo periodo ho iniziato  ad osservare anche gli adulti che a volte si mettono a giocare con loro sulla spiaggia.  
L'aiuto dell'adulto è un intervento che cerca di ridurre i tempi e ha che uno scopo legato ad prodotto finale bello da vedere.
Ho visto padri molti soddisfatti nel costruire sculture con la sabbia. 



Ma queste realizzazioni non sono corrispondenti ai bisogni di autorealizzazione della formazione interna del bambino che durante le quali diventa, suo malgrado, uno spettatore delle abilità e della bravura dell'adulto.

                            


Nella mia osservazione ho trovato interessante anche l'intervento delle mamme che spesso scelgono di difendere "l'opera" del marito..."Matteoooo, stai attentoooo, stai rompendo il bellissimo castello che papà ha costruito per te!".






Quindi in conclusione giochiamo insieme con i bambini con la sabbia e l'acqua del mare, ma lasciamo fare a loro il progetto, sosteniamoli e interveniamo solo marginalmente adattandoci ai  loro tempi e modi. Non suggeriamo soluzioni, facciamo in modo che siano loro a trovarle e a sperimentarle anche se già sappiamo che probabilmente è una decisione destinata a fallire. Ma sono proprio in questi momenti che i bambini imparano a superare le difficoltà e trovare alternative valide avendo vicino un adulto presente, attento ma non invadente. 
Interessante è la visione che ha della sabbia Ute Strubb laborat-ora.blogspot.it/2014/06/una-pentola-di-sabbia.html




E allora via tutti al mare a giocare con acqua e sabbia, e se avete delle belle foto che volete condividere con noi saremo liete di pubblicarle.


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sabato 20 giugno 2015

Montessori: cilindri del Senso Barico

Chi ci segue da un po' di tempo sarà a conoscenza che siamo sempre alla ricerca di idee nuove per   la costruzione di materiali adatti alle esigenze dei bambini.  Quello che cerchiamo è però particolare e molto spesso è legato al metodo Montessori. Noi crediamo che ogni attività debba tener conto dello sviluppo del bambino nel suo insieme.
“Non si tratta solo di insegnare a un bambino a leggere o scrivere, si tratta di aiutare un bambino a scoprire tutto ciò che riguarda il mondo che li circonda. Una parte importante di questo processo è l'insegnamento ai bambini di utilizzare il loro senso di classificare e scoprire il mondo che li circonda” dice Nicole www.thekavanaughreport.com/search/label/Montessori nel suo blog da dove sono tratte queste immagini.
In questo post vi presentiamo un materiale sensoriale per classificare oggetti in peso.
Per far questo sono stati creati cilindretti di diverso peso.

“I cilindri del senso barico (del Metodo Montessori, ndr) sono un modo per aiutare i bambini ad imparare questa abilità. Sono un insieme di cilindri che sono esteriormente uguali ma molto diversi per il loro peso. Ogni coppia ha un peso leggermente diverso da quella successiva. L'obiettivo è per i bambini di identificare e abbinare i cilindri che hanno lo stesso peso."


Montessori senso barico

Montessori senso barico

Montessori senso barico

Montessori senso barico


 Vediamo ora cosa serve per realizzare questa versione dei cilindri del senso barico.

1.      8 piccoli contenitori identici con coperchi.  Qui sono stati usati vecchi contenitori di pellicola ma può essere usata qualsiasi altra cosa

2.      Colla a caldo

3.      Rondelle metalliche

4.      Bollini adesivi: 4 rossi e 4 blu

Una delle coppie di cilindri è di controllo ed è vuoto. Quindi, per organizzare questa attività, che prevede 8 cilindri avrete bisogno di tre coppie di rondelle con pesi diversi che preparerete, come vedremo più avanti, incollando tra loro le rondelle.  
Qui sono state sistemate così: 0 rondelle, 3 rondelle, 9 rondelle e 18 rondelle.


Montessori senso barico


È stata usata la colla a caldo per incollare le rondelle insieme. Una volta incollate insieme tra loro, sono state successivamente incollate al fondo del contenitore cilindrico. In questo modo, non ci sarà rumore nei cilindri, che potrebbe sviare la ricerca barica creando una nuova esperienza sensoriale sonora.  Infine si è usata la colla a caldo per fissare i coperchi. Ovviamente è altrettanto importante che i cilindri non siano trasparenti per permettere così una ricerca del peso  utilizzando il senso barico e non il senso visivo.  

Ultima fase della costruzione mettere un  adesivo rosso sulla parte inferiore di ogni coppia di cilindri, e un adesivo blu sul corrispondente cilindro.


Montessori senso barico

In questo modo ogni coppia avrà un cilindro rosso e uno blu. Tutto questo servirà al bambino per l'auto - correzione.
Questa attività si può proporre anche al nido iniziando con solo due coppie di cilindri – leggeri (vuoti) pesanti (pieni). Gradualmente poi aggiungeremo una terza coppia e poi una quarta.


Per informazioni e contatti:
aldafulvia@gmail.com



martedì 9 giugno 2015

La terra, l'orto e i bambini.

orto a scuola


orto didattico
Il progetto dell'orto didattico della scuola primaria Vittorio Bottego di Parma www.nonsprecare.it


Poter mettere i bambini a contatto con la natura, con la terra e i suoi prodotti oggi è molto importante.
Un bambino, che abbia dei genitori o un nonno che stanno in campagna,  al quale è permesso di sporcarsi con la terra, che possa innaffiare le piante, occuparsi di dare da mangiare agli animali da cortile, saprà distinguere un pero da un ciliegio... e svilupperà una sensibilità e un rispetto verso il mondo che lo circonda, scoprirà i cicli della crescita, dello sviluppo delle varie piante ed erbe aromatiche e potrà fare osservazioni scientifiche.  

Non tutti però possono avere questa fortuna allora possiamo ricreare un piccolo orto al nido o a scuola dove far coltivare ai bambini insalata, pomodori, zucchine, zucca, fragole e erbe aromatiche http://laborat-ora.blogspot.it/search/label/Erbe%20aromatiche.
I bambini potranno toccare la terra e imparare a seminare le piantine, averne cura, innaffiarle, togliere le foglie secche e quando è il momento giusto raccoglierle e portarle in cucina per poi poterle gustare. 

Raccogliere le verdure metterà i bambini sicuramente in condizione di mangiarle con soddisfazione e gusto, proprio perché coltivate da loro con amore ed attenzione.
Svilupperà  in loro il riconoscimento attraverso il gusto dei vari sapori ed odori delle erbe aromatiche.


orto a scuola
Fonte: Tgcom24.mediaset.it www.nonsprecare.it

orto a scuola

orto verticale

orto verticale a scuola
http://www.amazon.com
www.provincia.fe.it
Le nostre prime e antiche esperienze ci condizionano poi quando saremo grandi. Ci sono adulti che hanno difficoltà a rapportarsi con l'arte, con la musica, con la matematica o con la natura perché da piccoli non hanno potuto stabilire queste relazioni.

per contattarci: 

domenica 10 maggio 2015

Scaffali semplici e colori chiari

“Lo spazio non è un contenitore neutro veicola sempre messaggi, lo spazio parla, ha un suo linguaggio specifico, suggerisce comportamenti, determina stati d’animo, trasmette messaggi visivi, è portatore di significati e di simboli”

Così Rosanna Bosi introduce il capitolo La pedagogia dello spazio nel suo libro “Pedagogia al nido”.
L’organizzazione dell’aula o della sezione è un’attività molto rilevante  per chi lavora con i bambini e in alcuni casi una buona formazione può aiutare a ripensare uno spazio  per  rimodularlo con attenzione e cura. Proprio per questo abbiamo deciso di mostrarvi una classe, a nostro avviso, molto interessante. Potete anche voi andare a curiosare sul sito: http://someduck.blogspot.it
In questo spazio gli oggetti non sono impilati gli uni sugli altri e tanto meno sono mescolati tra loro ma tutto è ben visibile  e invitante,  i tappeti delimitano le aree e gli spazi di attività, le pareti non sono piene di cose  ma  sono rallegrate da piccoli quadri ad altezza di bambino, anche i libri sono posizionati in basso in scaffali semplici, i colori chiari dei mobili rendono la stanza molto accogliente. Ci è sembrata ottima la scelta di sistemare gli armadietti dei cappottini in sezione, anche le pantofoline sono del modello che preferiamo perché sono semplici da infilare e da chiudere. A guardare bene ogni oggetto e ogni angolo è ben  organizzato e  tutto l’arredo sembra essere studiato per permettere ai bambini di sentirsi a casa,  l’ordine che traspare da queste foto ci  fa pensare che ogni bambino troverà con facilità quello che lo interessa e potrà svolgere la sua attività in totale autonomia. Si nota una cura dei dettagli, una bellezza estetica  che ci è piaciuta molto e quindi abbiamo deciso di condividerla con voi.

Se volete contattarci vi ricordiamo la nostra mail: aldafulvia@gmail.com

organizzazione dell’aula foto 1

organizzazione dell’aula foto 2

organizzazione dell’aula foto 3

organizzazione dell’aula foto 4

organizzazione dell’aula foto 5

organizzazione dell’aula foto 6

organizzazione dell’aula foto 7

organizzazione dell’aula foto 8

organizzazione dell’aula foto 9

organizzazione dell’aula foto 10

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