domenica 1 marzo 2015
Una giornata nel laboratorio.
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domenica 8 febbraio 2015
Laboratorio dei materiali
Il 28 Febbraio a Parma presso il Club Mary Poppins - Scuola Munari
Un' occasione unica: incontro di formazione sull'organizzazione e la proposta didattica del laboratorio di materiali di recupero. Inoltre sarà possibile effettuare uno stage pratico durante le normali attività scolastiche.
Per informazioni inviare una email a aldafulvia@gmail.com
oppure contattare telefonicamente la scuola
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sabato 31 gennaio 2015
Minilaboratorio viaggiante
Quando la scuola “Lodesana” di Fidenza incontrò una merceria che stava per chiudere e regalava tutto.A Baganzola, un paesino vicino Parma, marito e moglie proprietari di una merceria, prima di chiudere la loro attività hanno deciso di dare in beneficenza tutte le cose invendute. Alla scuola “Lodesana” sono arrivati per l’occasione scatoloni con stoffe, bottoni e … tre cassettiere per fili della famosa marca di filati Filofort.
Nella scuola noi di Materiali poveri per giochi ricchi abbiamo fatto molti incontri di formazione e abbiamo organizzato insieme alle maestre un bellissimo laboratorio mettendo in pratica le nostre idee pedagogiche in proposito. Tutti i materiali regalati alla scuola dalla coppia di merciai sono stati sistemati con cura nel laboratorio, le stoffe con le stoffe, i bottoni con i bottoni e così via. Ma restavano senza sistemazione le tre cassettiere.
Come possiamo utilizzarle? Ci siamo chieste insieme alla maestra “Palmi” referente della formazione nonché nota bricoler scolastica.
Ad un primo sguardo l’aria antica del legno le rendeva poco adatte ad un uso scolastico di oggi. Ma noi facciamo parte di quelle persone che amano riconoscere il valore delle cose e le cassettiere avevano un grande valore e un potenziale davvero unico, con gli scomparti dentro i cassetti e quelle piccole maniglie di legno che invitano ad aprirli; sono queste le caratteristiche che ci hanno fatto pensare che potevano essere usate dai bambini per un’attività, che se ben organizzata, sarebbe stata molto interessante per loro.
E così è nata l’idea per le cassettiere.
Immaginateci così, come personaggi a fumetti, la maestra Palmi e noi, tutte piccoline di statura, lo sguardo fisso sulle cassettiere, le nostre fronti corrucciate e la nuvoletta con il disegno della lampadina che ci esce dalla testa. Eureka! “Facciamone un minilaboratorio. Facciamolo viaggiante” Mettiamole vicine con i cassetti rivolti verso l’esterno,mettiamole su di una base . Una base con le rotelle”. “E per tenerle insieme?” “ Facciamoci un coperchio che le tenga” “Magari che serva anche come base di appoggio” Noi siamo tornate a Roma e la maestra Palmi si è data da fare. E stata bravissima, ha chiesto aiuto ai genitori e come per magia si è presentato un nonno falegname.
Chiodi, colla e vernice e voilà è nato il minilaboratorio viaggiante. Le foto con i bambini sono state scattate dalla maestra Palmi che ringraziamo vivamente, mentre le altre foto sono nostre.
Il minilaboratorio “viaggia” ogni settimana, di sezione in sezione ed è un angolo di gioco che a volte c’è, a volte non c’è.
Come possiamo utilizzarle? Ci siamo chieste insieme alla maestra “Palmi” referente della formazione nonché nota bricoler scolastica.
Ad un primo sguardo l’aria antica del legno le rendeva poco adatte ad un uso scolastico di oggi. Ma noi facciamo parte di quelle persone che amano riconoscere il valore delle cose e le cassettiere avevano un grande valore e un potenziale davvero unico, con gli scomparti dentro i cassetti e quelle piccole maniglie di legno che invitano ad aprirli; sono queste le caratteristiche che ci hanno fatto pensare che potevano essere usate dai bambini per un’attività, che se ben organizzata, sarebbe stata molto interessante per loro.
E così è nata l’idea per le cassettiere.
Immaginateci così, come personaggi a fumetti, la maestra Palmi e noi, tutte piccoline di statura, lo sguardo fisso sulle cassettiere, le nostre fronti corrucciate e la nuvoletta con il disegno della lampadina che ci esce dalla testa. Eureka! “Facciamone un minilaboratorio. Facciamolo viaggiante” Mettiamole vicine con i cassetti rivolti verso l’esterno,mettiamole su di una base . Una base con le rotelle”. “E per tenerle insieme?” “ Facciamoci un coperchio che le tenga” “Magari che serva anche come base di appoggio” Noi siamo tornate a Roma e la maestra Palmi si è data da fare. E stata bravissima, ha chiesto aiuto ai genitori e come per magia si è presentato un nonno falegname.
Chiodi, colla e vernice e voilà è nato il minilaboratorio viaggiante. Le foto con i bambini sono state scattate dalla maestra Palmi che ringraziamo vivamente, mentre le altre foto sono nostre.
Il minilaboratorio “viaggia” ogni settimana, di sezione in sezione ed è un angolo di gioco che a volte c’è, a volte non c’è.
Potete leggere l’articolo completo sulla rivista Bambini Edizioni Junior, questo è il link www.edizionijunior.com/riviste
martedì 27 gennaio 2015
"La scatola dei pon pon"
Design semplice per questo gioco "fatto in casa".
da "Materiali poveri per giochi ricchi"
aldafulvia@gmail.com
da "Materiali poveri per giochi ricchi"
aldafulvia@gmail.com
Una scatola di legno con coperchio e cerniere, un foro centrale. La scatola di legno contiene una scatola più piccola con dentro dei pon-pon di lana.
Un tappetino per poggiare le due scatole.
La sequenza che mostriamo esplicita l'uso di questo gioco.
| Aprire il coperchio |
| Tirare fuori la scatolina con i pon pon |
Richiudere il coperchio e
infilare i pon pon uno ad uno nel foro |
Le immagini che trovate pubblicate sul blog sono personali.
Potete utilizzarle sul vostro blog/sito se avete piacere, inserendo il link del blog!
giovedì 1 gennaio 2015
venerdì 26 dicembre 2014
Giocare con la luce, giocare con l'arte
Il nostro post di Natale parla di luce
La terra passa inesorabilmente dal giorno alla notte, giorno dopo giorno, regalandoci un ritmo bellissimo che ci fa apprezzare sia il buio che la luce.
Per questo abbiamo scelto di parlarvi di Julio Le Parc artista della luce.
Le Parc, fa largo utilizzo di materiali poveri e fili creando con il movimento e l'illuminazione riflessi e ombre.
Le sue sculture avvolgono chi le guarda, si rimane affascinati dalla semplicità delle idee e nel contempo si scoprono le innumerevoli forme del buio, della luce e delle ombre.
Abbiamo filmato la sua opera "continuo mobile" e abbiamo creato un piccolo video perchè ci sembrava adatta per i bambini e per tutti quelli che seguono il nostro blog.
Questo, come sempre, per darvi spunti di lavoro e ultimamente anche per divulgare le opere di artisti che a noi piacciono.
Sarà possibile, attraverso la sperimentazione del buio, della luce e delle ombre, realizzare giochi per il nido e per la scuola creando "effetti" luminosi sulle pareti o superfici diverse. Ai bambini piace giocare con la luce e molti sono i percorsi didattici che si possono organizzare utilizzando questi semplici elementi.
Scriveremo un altro post sulle proposte didattiche con le luci, il buio e le ombre ma adesso vi auguriamo una buona visione e...
Buon Feste
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domenica 21 dicembre 2014
domenica 14 dicembre 2014
Calendario dell'Avvento
Tempo di feste e di regali. Cosa c'è di più natalizio se non il Calendario dell’Avvento, coinvolge i bambini nello scandire il tempo e fa entrare pienamente nel clima di festa. Con pochi gesti e fantasia possiamo trasformare gli oggetti di uso comune in un calendario simpatico per tutti.
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domenica 7 dicembre 2014
Leggeri e semplici
L’arte ci rende liberi e migliori. Noi troviamo sempre molte collegamenti tra l’arte, la natura e la pedagogia. Sarà perché ci piace andare per musei, leggere libri e fare lunghe passeggiate all’aria aperta mettendo insieme tutti i pensieri che ci avvolgono mentre assorbiamo colori, forme e parole. Ogni visita, ogni lettura, ogni passo ci permette di costruire un pezzo di noi come donne e come formatrici.
Per questo oggi vogliamo parlarvi di Calder e dei suoi moblies e di quelli che possiamo facilmente fare da soli.
Alexander Calder e le sue opere cinetiche rendono molto bene il mondo fantastico e infantile in cui l’artista vive fino alla vecchiaia. Opere in movimento che nascono nel suo laboratorio, una sorta di officina – magazzino con grandi vetrate che affacciano su un paesaggio privo di ostacoli visivi.
Le opere di Calder con il vento o con un piccolo input si muovono e oscillano e così anche i mobiles che proponiamo in questo post oscillano e si muovono con il vento o con una piccola “spinta”.
Abbiamo deciso di pubblicare alcune immagini di “mobiles”, oggetti cinetici perché appassionano tutti, ma soprattutto i bambini.
Possiamo usare questi oggetti nella sezione dei piccoli del nido posizionandoli in modo che i bambini possano vederli e osservarli senza essere disturbati. Anche i bambini più grandi amano sdraiarsi e guardare in alto e restano affascinati ad osservare il movimento lento, oscillante e non prevedibile.
C’è una certa differenza tra le famose “Api” di plastica che girano sul lettino e questi che noi vi proponiamo, che possono far parte dell’arredamento dei nostri servizi educativi. Non occorre riempire il soffitto di tante cose penzolanti, pochi e scelti “mobiles” possono rendere lo spazio molto attraente. Il nostro è un invito a cercare di guardare anche in alto.
Per questo oggi vogliamo parlarvi di Calder e dei suoi moblies e di quelli che possiamo facilmente fare da soli.
Alexander Calder e le sue opere cinetiche rendono molto bene il mondo fantastico e infantile in cui l’artista vive fino alla vecchiaia. Opere in movimento che nascono nel suo laboratorio, una sorta di officina – magazzino con grandi vetrate che affacciano su un paesaggio privo di ostacoli visivi.
Le opere di Calder con il vento o con un piccolo input si muovono e oscillano e così anche i mobiles che proponiamo in questo post oscillano e si muovono con il vento o con una piccola “spinta”.
Abbiamo deciso di pubblicare alcune immagini di “mobiles”, oggetti cinetici perché appassionano tutti, ma soprattutto i bambini.
Possiamo usare questi oggetti nella sezione dei piccoli del nido posizionandoli in modo che i bambini possano vederli e osservarli senza essere disturbati. Anche i bambini più grandi amano sdraiarsi e guardare in alto e restano affascinati ad osservare il movimento lento, oscillante e non prevedibile.
C’è una certa differenza tra le famose “Api” di plastica che girano sul lettino e questi che noi vi proponiamo, che possono far parte dell’arredamento dei nostri servizi educativi. Non occorre riempire il soffitto di tante cose penzolanti, pochi e scelti “mobiles” possono rendere lo spazio molto attraente. Il nostro è un invito a cercare di guardare anche in alto.
Buon fine settimana
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| Calder nel suo studio http://www.edi3app.com/it/ |
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informazioni e contatti:
lunedì 1 dicembre 2014
L’accoglienza inizia dall’ambiente
La prima cosa da fare, come del resto faremmo con degli ospiti, è la sistemazione dei locali. Spazi disordinati, poco personalizzati possono dare un’immagine del nostro servizio educativo non particolarmente positiva. Gli spazi, hanno un’incidenza molto forte sulla riuscita degli apprendimenti e delle buone relazioni.
Cosa fare per rendere le sezioni accoglienti?
Posizionare tavoli e sedie in modo funzionale rispetto alle attività e ai mobili in modo da permettere al bambino di spostarsi facilmente anche con il “trasporto” dell’attività. Ordinare il materiale sugli scaffali e negli armadietti raggruppandoli per settore (tutti i puzzle - tutto l’occorrente per il disegno…) sistemandoli in modo che i bambini possano autonomamente e facilmente prenderli e poi riporli. A questo proposito ricordiamo che sarebbe bene mettere le cose leggere più in alto e le più pesanti in basso (costruzioni di legno).
Mettere i libri in ordine sugli scaffali con la copertina rivolta verso il bambino e non lasciare sugli scaffali quelli rotti. I bambini avranno cura delle cose, dei giochi e dei libri se questi sono presentati in cestini, in belle scatole, mensole pulite, ordinate e disposte con attenzione e cura. Viceversa se troveranno libri rotti, giochi incompleti e cose poco curate sarà il segnale per non avere cura ed attenzione di quello che li circonda. I nostri occhi e nostri sensi sono bombardati da messaggi e immagini molto colorati… attaccare poche cose alle pareti permette ai bambini di rilassarsi. Questo renderà l’ambiente visivamente più tranquillo per i bambini e gli adulti.
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