Proprio un anno fa abbiamo pubblicato il nostro primo post, timidamente ci siamo affacciate al web pubblicando "Un cesto con scarti di falegnameria" poi via, via sono arrivati tutti gli altri post.
Auto produciamo piccoli video, scattiamo foto, cerchiamo nel web, scriviamo testi, pensiamo e costruiamo giochi. Siamo curiose e tutto quello che può essere di supporto ai nostri pensieri viene selezionato e catalogato per essere pubblicato. Lavoriamo in totale sinergia tra noi, ci aiutiamo, ci corregiamo, ci confrontiamo e se non ci troviamo d'accordo su qualcosa ne parliamo, discutiamo e poi troviamo insieme la soluzione. Questo è il nostro modo di lavorare, abbiamo imparato che per costruire qualcosa di bello occorre essere umili e propositivi.
Siamo felici del lavoro che facciamo; i coordinatori, le educatrici, le insegnanti, i genitori, i bambini che abbiamo incontrato nella nostra carriera lavorativa accompagnano i tutti i giorni i nostri pensieri.
Ora ci siete anche voi, i lettori del blog, anche se non vi conosciamo, sappiamo che ci seguite con attenzione e per questo vi ringraziamo con affetto sincero.
Lo scarto ci affascina.Tutto ciò che deve essere buttato passa al vaglio dei nostri pensieri. Può servire? La forma, il colore, la consistenza … In questo post vogliamo spiegavi meglio il nostro lavoro.
Non smettiamo mai di reperire, riciclare, recuperare, cercare e trovare ed èper questo che abbiamo sempre cesti e sacche piene di tutto e di più che stipiamo dove possiamo: in garage, nei portabagagli delle nostre auto, in soffitta. Perchè il nostro lavoro di formatrici ci ha portato a pensare che era bello e utile realizzare giochi didattici con materali poveri come per esempio i travasi montessoriani, libri sensorialiescatole montessoriane e soprattutto allestire laboratori di formazioneper insegnanti e coordinatori,laboratori per bambini, laboratori per genitori. In questi ultimi anni abbiamo allestito tanti laboratori con materiali di recupero e di scarto, è un lavoro che ci piace tanto. Siamo state chiamate dal Comune di Parma per fare formazione alle insegnanti delle scuole dell'infanzia, dal Comune di Fidenza per i nidi e per le scuole dell' infanzia, dalla Cooperativa San Saturnino perle educatrici dei nidi della Banca d'Italia e per gli operatori delle loro Case Famiglia, e da tanti altri committenti che gentilmente hanno chiesto il nostro intervento. Lavoriamo entrambe per il Comune di Roma come tutor nei percorsi di formazione complementare per educatrici e insegnanti di ruolo.
Per contattarci basta una mail a "aldafulvia@gmail.com
Abbiamo costruito un metodo di lavoro, che parte dalFaree permette di affrontare la pedagogia applicatva con attività di laboratorio, cioè fare formazione in modo completamente diverso e altamente produttivo.
Nei nostri laboratori utilizziamo una metodologia di tipo euristico, stimolando l’esplorazione, lascoperta e la ricerca.
I nostri riferimenti teorici sono gli scritti di Maria Montessori, Elinor Goldshmied, Emmi PiklerI e Celestin Frenet.
Il percorso di formazione che proponiamo si snoda in incontri di aula, visione di video e foto, attività pratiche e organizzazione di schede, queste ultime in modo particolare, permettono di tenere vera memoria delle informazioni acquisite. Quest'anno abbiamo già in agenda molti appuntamenti. Saremo a Parma pressso il Club Mary Poppins e a Roma presso l'Associazione Anghingò +1 e presso MontessoriInpratica. Fra pochi giorni sarà pronto il Calendario per l'autunno 2013, cioè date e orari degli incontri dei nostri laboratori.Prenotatevi per tempo perchè i posti sono limitati.
Adoro il mare, appena posso scappo a mettere i piedi nell'acqua.
Mi piace ascoltare lo sciabordio del mare sulla sabbia o sui sassi.
Camminando con i piedi nell'acqua e lo sguardo alla terra spariscono
tutti i pensieri e magicamente mi ritrovo ad essere più leggera.
Non solo camminare al mare pulisce l'anima, la mente e il corpo ma anche
contemplarlo. Guardando il mare nella sua infinita vastità, l'occhio spazia
fino all'orizzonte ed anche la mente e la fantasia possono volare leggere
sulle increspature del mare, dalle tante tonalità, che vanno dal blu profondo
ai toni e a tutte le sfumature del turchese e del verde smeraldo.
Il mare, la sabbia assorbono tutte le tensioni che ho accumulato nel quotidiano.
Man mano che i passi si susseguono, uno dietro l'altro, che l'acqua rinfresca
i miei piedi, magicamente mi ritrovo ad essere più leggiadra, serena e a
vedere tutto sotto un altra luce...
Mio nipote, da piccolino, la prima volta che è arrivato in riva al mare
si è fermato ed è stato qualche minuto a guardare, poi con tono
grave e profondo ha esclamato "quanta acqua!". Pensandoci bene
è vero, a maggior ragione agli occhi di un bambino piccolo.
I bambini adorano l'acqua, per loro è veramente un attrazione fatale!
Questo video non vuole essere assolutamente un invito a diventare vegetariani, ma solo far riflettere quanto nell'educazione dei bambini sono fondamentali le nostre azioni, i gesti che compiamo. Le parole utilizzate dagli adulti quando si rivolgono ai bambini hanno una grande importanza perché suscitano emozioni e favorisconol'immaginario.
Come vedrete in questo video l'adultousa termini molto forti senza rendersi conto che il bambino da un senso figurato al nostro linguaggio.
Questo piccolo bambino, uomo di domani, nella sua grande saggezza e consapevolezza della verità, parla del motore che tutto muove: l'amore. Con molta semplicità e spontaneità ricorda che tutto e tutti hanno bisogno di amorevoli cure e attenzione.
I bambini imparano e crescono osservando il nostro comportamento. Buona visione
Buongiorno a tutti, avete scritto in molti per chiedermi dove poter trovare il CD "Musichiamo" e l'opuscolo allegato, quello che contiene anche la "Storia di un pesciolino molto curioso" e tutti i brani del percorso di educazione all'ascolto per bambini da due a quattro anni. Devo dire che è andato letteralmente a ruba e le librerie fanno fatica a trovare anche un solo esemplare. Sembra letteralmente sparito dalla circolazione, ma io ne ho ancora alcune copie che avevo da parte.
Se volete potete contattarmi e sarò felice di inviarvene una copia o più di una se ne avete bisogno. laboratoridelfareedelpensare@gmail.com
FULVIA RIZONICO
A settembre partirà il corso per educatrici, insegnanti e mamme e perchè no, anche papà. Tre incontri, tre pomeriggi da passare insieme per imparare a giocare con la musica ead insegnare ai bambini i contrasti musicali di base. Appena avrò le date vi farò sapere.
Sabato 18 domenica 19 maggio abbiamo tenuto un laboratorio sull'uso dei materiali di scarto per educatrici di nido e insegnanti di scuola dell'infanzia. Lo abbiamo organizzato in collaborazione con l'associazioneMontessoriInpraticawww.montessoriinpratica.it/. Nell'aula-studio della sede di Roma dell'associazione, abbiamo allestito un "laboratorio del fare e del pensare" degno di questo nome. Noi mettiamo su laboratori: uno spazio vuoto, un magazzino, un altelier male organizzato si trasforma sotto le nostre mani in un laboratorio affascinante. Desideriamo che ogni laboratorio sia unico ed è per questo che ci dedichiamo con passione alla ricerca di mobili o contenitori originali.
Per questo laboratorio abbiamo scelto le cassette di legno del vino. Una vera sciccheria!
Costano poco e sono davvero carine, e poi per non farci mancare niente, insieme alla referente dei laboratori dell'associazione, abbiamo deciso di far marchiare a fuoco le cassette con la scritta MontessoriIn pratica L'aula-studio, dove abbiamo allestito il laboratorio, è un posto accogliente dove si tengono corsi per allieve educatrici, tate e genitori, vi consigliamo di visitare il loro sito, ci sono tante proposte e tutte interessanti.
Ma ora veniamo al racconto del nostro corso.
Poco dopo le ore 8.30 Alda e io siamo arrivate cariche di sacche e borse piene di scarti preziosi e dopo averle scaricate dalle nostre auto abbiamo cominciato a sistemare tutto nelle cassette e nelle nostre meravigliose scatole montessoriane fatte a mano e ricoperte con la carta di Varese.
Non vi abbiamo detto che facciamo un corso per imparare a costruirle? No?
Vi promettiamo di parlarne nei prossimi post.
Bene, ma non dobbiamo distrarci, stavamo raccontando del nostro fine settimana. Dopo aver lavorato come apine indaffarate, quando era tutto a posto per accogliere le partecipanti, ci siamo messe a fotografare sia i materiali che lo spazio. A mano a mano che le iscritte arrivavano le abbiamo fatte accomodare nell'aula-studio, ognuna di loro guardava incuriosita sia il laboratorio che la varietà dei materali di scarto sistemata nelle cassette e nelle scatole.
Così, con loro grande piacere le abbiamo subito messe al lavoro.
Il laboratorio è stato suddiviso in tre fasi, dalle 9,30 alle 12,30 la prima, e dopo il pranzo, fino alle 18,00 la seconda. Il tempo è volato in fretta e finita la prima fase, cioè alle 12,30, le educatrici sono andate a mangiare. Una pausa meritata. Un giro per il quartiere romano alla ricerca di un panino. Quando sono tornate, il laboratorio era già pronto per la fase due.
Di professione, come forse avete intuito se avete letto i nostri profili, facciamo le formatrici e ci occupiamo anche di documentazione e quindi non dimentichiamo mai di scattare foto su foto per fermare l'esperienza. Anche questa volta non abbiamo lesinato con gli scatti e abbiamo documentato tutto. Alle 18 di sabato stanche ma soddisfatte, ci siamo salutate dandoci appuntamento per la mattina del giorno dopo per affrontare la fase tre: le conclusioni.
I nostri laboratori del FARE e del PENSARE non si limitano a far utilizzare materiali di scarto in senso artistico e creativo ma permettono, attraverso la rielaborazione in gruppo dell'esperienza vissuta, di affrontare i nodi della relazione educativa tra adulto e bambino. Quindi FARE e PENSARE per crescere professionalmente. Per guardare da un punto di vista più consapevole il fare del bambino.
Pubblichiamo, in accordo con le partecipanti, le foto dei loro lavori nelle nostre pagine interne.
(per vederle non dovete far altro che andare alla sezione che trovate sulla destra a "per saperne di più" e cliccare su " Foto del corso presso MontessoriInpratica.
C'è da dire però che per noi è molto più impotante il processo che l'individuo mette in atto durante l'esperienza piuttosto che il prodotto finale.
Le parole che hanno accompagnato questo percorso sono patrimonio di chi lo ha frequentato. Ci farebbe molto piacere se nello spazio commenti le educatrici condividessero con noi e con voi i loro pensieri sull'esperienza vissuta.
Ciao a tutti, eccoci qui con una proposta di laboratorio, uno dei nostri corsi di formazione sull'utilizzo dei materiali naturali e di recupero nei nidi e nelle scuole.
"Il laboratorio del fare e del pensare"
Nella sede romana dell'associazione "MontessoriInPratica " abbiamo organizzatoun fine settimana per sperimentare, scoprire, giocare... e non solo!
“Persone da zero a tre anni” di Elinor Goldschmied- Sonia Jackson
Edizioni Junior
Apriamo oggi nel nostro blog una nuova rubrica dal titolo:
MaTeRiaLi Di STuDio
Il cestino dei tesori
di
Elinor Goldschmied.
Nelleproposte della Goldschmied c’è lafiducia nelle capacità del bambino e questo soprattuttosi manifesta nella scelta e nella ricerca di
ciò di cui il bambino ha bisogno nei vari periodi della sua crescita. Siamo
tutticonsapevoli, genitori e insegnanti in particolare, che il bambinoha un reale interesse per tutto ciò che
rappresenta il mondo della comunità alla quale appartiene e al mondo in genere,
soprattutto quello naturale.
A questo proposito per il Cestino dei Tesorila Goldschmied
elenca ben 101 oggetti di uso quotidiano da proporre ai bambini che ancora non
gattonanone tantomeno camminano, I materiali, la metodologia, la teoriache sostengono questa importante proposta
di attività per il nido è pedagogicamente molto interessante e parer
mio nessun genitore e nessuna struttura che si occupa di bambini piccoli nido dovrebbe ignorarla.
La Goldschmied nel
capitolo del suo libro riguardante il cestino dei tesori, con linguaggio semplice ci
invita a riflettere sulla reazione di insoddisfazione dei bambini che hanno da
poco imparato a stare seduti; i giochi limitatie poco interessanti che di solito vengono loro proposti possono essere
la causa di questa insoddisfazione. La capacità di concentrazione che si attiva
invecedurante l’esplorazione degli
oggetti contenuti nel cestino èinvece
molto alta. L’attenzione può durare un’ora e più. Gli oggetti contenuti in esso
non sono definibili come “giocattoli”. Gli adulti sanno bene quali sono gli
oggetti preferiti dai bambini: pentole, scatole, chiavi ecc. ma c’è una certa
riluttanza a dare ai piccoli questo tipo di oggetti. Per superare questa
riluttanza occorre sapere che questo genere di attività deve essere seguita
dall’adulto in tutte le sue fasi, non si deve assolutamente lasciare da solo il bambino mentre gioca con gli oggetti contenuti nel cestino. I
bambini devono sentire che l’adulto èli, interessato a permettere quell’esperienza così nuova per loro.E che solo così,con una presenza attenta e premurosa, ma non
interventista dell’adulto, cioè che non sollecita, che non propone un oggetto piuttosto che un altro, che si può accompagnare il bambinoverso esperienze nuove e opportunità di
scelta.
In questa attività si mette in atto l’apprendimentoeuristico, cioè la possibilità del bambino di scoprire le cose per se stesso. I bambini vogliono esplorare e scoprire gli oggetti e poi desiderano sperimentare come
si comportano in relazione ad altri oggetti di diversa
natura. La scientificità di questa ricerca è una procedura attenta e
appassionata, che andrebbe ulteriormente approfondita. Ma limitandoci
all’osservazione dell’azione si scopre che i bambini hanno bisogno di avere il
tempo di osservare e manipolare ogni tipo di oggetto messo loro a disposizione.
Nel cestino dei tesori, che dovrà essere rotondo senza manici e non più alto di 14 cm, ci dovranno esseretanti oggetti ma uno per ogni specie cioè, dei pezzi unici.
Ne elenco alcuni che ritengo indispensabili per costruire un buoncestino:pigna conchiglia sasso di fiume, spugna naturale, noce di cocco, gomitolo di lana, stoffa di cotone, sottopentola di paglia, pennello da barba, pettine di legno, spazzola con setole naturali, portauova di legno, mollette da bucato di legno, anello per tende, cucchiai, mazzo di chiavi, catenelle, frusta da cucina, pentolino, scatola di legno, coperchi di metallo di varia misura, grattugia, formine dei biscotti, tappo da vasca con catenella, piumino per cipria, tubo di gomma, palla da tennis portafoglio con chiusura lampo, sacchetti cuciti con erbe aromatiche, calzascarpe di osso.
Ora per dare immagini alle parole scritte vediamoci questo filmato dove possiamo notare in fondo alla stanza la dott.ssa Goldschmied che è seduta su una poltrona e segue l'evolversi del gioco.
Buona visione
da
Materiali poveri per giochi ricchi
Il testo è preso dall'articolo "Il cestino, la sacca e lo scaffale" di Fulvia Rizonico
I bambini di due, tre anni si impegnano molto a spostare gli oggetti
dentro e fuori dai contenitori, mantenendo in questa attività un livello
alto di attenzione e concentrazione.
Occorre tener presente che i bambini hanno con i luoghi e con i giochi un legame affettivo particolare, per questo l'uso di materiali naturali come conchiglie, pigne... stabilisce un collegamento con il ricordo di giornate passate al mare o nei boschi.
L’ordine e la cura, da parte dell’adulto, nel preparare e mantenere le attività rivolte ai piccoli sono segnali di rispetto delle emozioni e sensazioni vissute dal bambino.
Maria Montessori è stata colei che ha definito e dato il giusto valore a questi aspetti.
Prossimamente vi presenteremo altre varianti con questa scatolina, comprata al mercatino con 5 euro, che è risultata valida per diversi esercizi importanti.
Vi presentiamo una piccola attività montessorina: una scatola di legno con un foro centralee tre o quattro leggeri foulard cuciti tra loro, l'ultimo è fissato al fondo della scatola. Un gioco semplice e di facile realizzazione.
Ai bambini piace fare cose che agli adulti sembrano senza senso.
Devono acquisire le competenze e i coordinamenti oculo manuali che a noi adulti sembrano scontati.
E' possibile visionare il video di questa attività
Oggi pubblichiamo sul nostro blog le foto di un gioco costruito da noi e vi indichiamo il materiale da usare per realizzarlo. aldafulvia@gmail.com
Piccole schede di cartone per l' appaiamento di colori e forme per dar vita ad un gioco di facile costruzione con materaili poveri.
cartoncino bianco per il fondo, nero per i riquadri.
sei spazi quadrati per scheda tracciati con un pennarello a punta fine sul cartoncino nero, su ognuno in verticale abbiamo incollato un "soggetto" diverso per forma e materiale ( un bottoncino, un cerchietto, un pezzettino di nastro ecc.)
materiali poveri nei colori primari quali il giallo, il rosso, il blu (abbiamo iniziato con tre schede pensando di cominciare a presentarlo ai bambini più piccoli.)
gli stessi soggetti che abbiamo scelto per le schede dovranno essere incollate su nove quadratini di cartoncino nero (questi quadratini serviranno al bambino per effettuare il gioco dell'appaiamento).
Tutto il gioco è contenuto in una scatola dove uno spazio servirà per le schede pronte e un altro per la scatolina con i piccoli quadrati da appaiare.
Come si usa il nostro gioco.
Occorre presentare il gioco al bambino eseguendo tutte le sequenze con movimenti lenti
prima di lasciarlo giocare da solo.
Far vedere come si fa con movimenti lenti è molto
importante perché permetterà al bambino di
interiorizzare meglio la scansione delle sequenze del gioco.
Chi di noi non ha chiesto all'amico che ci spiegava gentilmente
una funzione del computer che non conoscevamo
"puoi ripetere più lentamente i passaggi,
così memorizzo meglio cosa devo fare?"
Le sequenze che presentiamo in questo post
spiegano passo dopo passo come si gioca.
La presentazione in 10 mosse
prendere la scatola
poggiare la scatola sul tavolo
sedersi
posizionare le tre schede sul piano del tavolo davanti a noi
prendere la scatolina piccola con i quadratini e tirare fuori tutti i "soggetti" posizionandoli uno accanto all'altro in ordine sparso.
iniziare a collocare i quadratini nelle schede: il bottoncino giallo vicino al suo simile, il cerchietto vicino all'altro e così via.
terminare una scheda alla volta
completate tutte le schede si può cominciare a smontare scheda per scheda