domenica 16 novembre 2014

Che sia una scuola, una cucina o una libreria …


Abbiamo una certa predilezione per gli ambienti, ci piacciono quelli che mentre sei lì hai la sensazione di essere nel posto giusto, che sia una cucina, un nido, una scuola, una libreria …
E difficile spiegare come deve essere un ambiente così. Però è quello che facciamo quando riorganizziamo un nido, una scuola oppure quando allestiamo un laboratorio: creiamo un ambiente che faccia sentire chi lo vive la sensazione di stare nel posto giusto.
Per questo abbiamo deciso di cercare per i nostri laboratori i posti giusti. Cioè quelli che ci piacciono.
Così, un giorno camminando nei vicoli di Borgo ci siamo imbattute in questa Galleria/Libreria /Bistrò.
C’è stato da parte nostra un corteggiamento discreto e alla fine ci hanno detto Si.
Grazie.
Per noi era quello il posto giusto per  il nostro  laboratorio “Documentare per immagini”: una libreria  di fotografia, una galleria di foto, un piccolo Bistrò.
Un tavolo di legno, di quelli che si potevano  trovare nelle vecchie cucine di una volta, ha ospitato le foto delle partecipanti.
I libri  poggiati su tavoli e mensole, le foto in bianco e nero di fotografi famosi e una colazione a base di succhi di frutta e dolci, hanno fatto da sfondo al nostro lavoro.
 È così che ci piace lavorare.
Abbiamo passato una mattinata insieme. Grazie a tutte voi che avete partecipato con entusiasmo e grazie ad Alessandro che ci ha ospitato con  piacere.


Mostra fotografica foto 1

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Mostra fotografica foto 26

per contatti: 


sabato 1 novembre 2014

Ecologia e risparmio: oggetti che rivivono


Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 1


Scaffali abbandonati, pochi pezzi più nuovi, pezzi poco utilizzati dalla scuola e  tanto materiale di scarto.
Arredi recuperati e ordine: contrasto perfetto per costruire un ambiente inatteso e stimolante. Questo è il bello del recupero! 
Le foto che pubblichiamo  raccontano il nostro intervento in una scuola di Parma, il progetto ci ha viste impegnate in tutte le fasi, compresa quella di entrare nel loro magazzino e recuperare gli scaffali,  prendere le misure e decidere come sistemarli. 
Uno spazio inutilizzato  diventa “spazio laboratorio”. Qui i bambini possono giocare con  i materiali di recupero lasciandosi affascinare da forme e colori per scoprirne le potenzialità attraverso le infinite possibili combinazioni. 
Per imprimere carattere alla zona laboratorio può bastare creare 
poli di attenzione: qui, in questa nostra riorganizzazione, gli elementi trasparenti, sistemanti con un gioco geometrico,  creano una scaffalatura ideale per contenere i materiali leggeri mentre quelli di legno, più sobri, sono utili per gli oggetti più pesanti.
La nostra filosofia è quella di utilizzare e recuperare  di tutto, dalle scaffalature a tutto ciò che può servire per organizzare un laboratorio senza fare acquisti ma con un occhio attento alla sistemazione dello spazio, che deve essere funzionale ma sostanzialmente bello. 



Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 2

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 3

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 4

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 5

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 6

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 7

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 8

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 9

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 10

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 11

Organizzare lo spazio e arredare con materiali riciclati - Foto 12


Bimba che gioca con materiali di recupero - Foto 1

Bimba che gioca con materiali di recupero - Foto 2

Bimba che gioca con materiali di recupero - Foto 3

Bimba che gioca con materiali di recupero - Foto 4



Per informazioni:





ATTIMI DI NIDO








sabato 30 agosto 2014

Montessori "La vita pratica"

Le attività di vita pratica sono semplici e legate all'esperienza giornaliera sia familiare che scolastica.

Il bambino è affascinato dalle azioni degli adulti che ammira e dei quali si fida.

Le attività di vita pratica sono azioni vere che  consentono  ai bambini di sperimentare, costruire competenze e acquisire sicurezza.  
Pulire un tavolino, spazzare per terra, lavare dei panni, pulire le scarpe, pulire le foglie delle piante, innaffiare le piante... sono tutte attività che il bambino fa con piacere. Queste attività vanno preparate con cura e attenzione. Da parte delle educatrici e dalle insegnanti ci  dovrà essere la massima cura nei  dettagli e nei  particolari, perché sono proprio i particolari che colpiscono il bambino. Prima di presentare l'attività ai bambini  occorrerà verificare che ci siano tutti gli oggetti necessari all'attività stessa affinché ogni bambino possa impegnarsi tranquillamente nello svolgimento del compito. Questa cura e attenzione  gli consentirà di concentrarsi con interesse e studio sul suo fare.
Prima di proporre l'attività  al bambino l'educatrice o l'insegnante la dovrà  provare in tutte le sue parti affinchè possa essa stessa verificarne le eventuali difficoltà. Successivamente  la farà  provare ad un altro adulto, in modo da  controllare che tutti  i passaggi siano ben esplicitati dalle azioni messe in campo.

Ogni attività, per scontata che sia agli occhi di un adulto, va presentata individualmente al bambino,  non si useranno  parole, ma  gesti lenti, calmi e rallentati in modo che il bambino possa "assorbire e memorizzare" tutta la sequenza e, quando vorrà,  tranquillamente  ripeterla. In questa delicata fase  che prende il nome di  presentazione la maestra o l'educatrice dovranno controllare che lo sguardo del bambino stia seguendo i suoi gesti. 
Se il bambino, poi,  non esegue bene l'attività  o parte di essa non va mai ripreso o interrotto, ma sarà cura dell'adulto  ripresentare successivamente l'attività utilizzanddo la stessa calma e gestualità.
 Molte attività  di vita pratica consentono l'uso dell'acqua, del sapone e permettono semplici manipolazioni.
Nelle foto che pubblichiamo  si  possono vedere alcuni tipi di attività.




Attività di vita pratica - Foto 1
  1 Pulire le foglie di  una  pianta


Attività di vita pratica - Foto 2
 2 Lavarsi le mani 



Attività di vita pratica - Foto 3
3 Lavare un panno


Attività di vita pratica - Foto 4
4 Stendere un panno lavato


Attività di vita pratica - Foto 5





lunedì 16 giugno 2014

Una pentola di sabbia

Il nido comunale di Fidenza e il progetto della sabbia di  Ute Strub

Foto di Ute Strub
Ute è una "nonna" tedesca, fisioterapista e formatrice Pikleriana che ha rivoluzionato il pensiero  dell'uso della sabbia prevedendo anche lo spostamento di questo materiale.La sabbia, elemento che scorre tra le mani quasi come fosse acqua, che si compatta sotto la pressione delle mani o dei piediche si sgretola in granellini con un semplice gesto.
I bambini da sempre la usano per riempire e svuotare recipienti. Osservano con attenzione come si comporta se la si lascia cadere lentamente da un contenitore ad un altro.  Vi affondano le mani per nasconderle e ritrovarle subito dopo.
Per i bambini si trasforma a volte simbolicamente in cibo. E ne fanno polpette, pizze e torte invitando gli adulti al loro banchetto.  Riempiono un bicchiere fino all'orlo  e fanno finta di bere.  
Per questo  i contenitori  e gli oggetti  che Ute Strubb  consiglia di usare nell’allestimento di uno spazio /gioco sono essenzialmente oggetti per cucinare  in prevalenza pentole, cucchiai, schiacciapatate, mestoli e padelle di alluminio o di rame,  scovati nelle cucine delle nonne,  ritrovati in solai polverosi  o presi in prestito dalla casa di campagna. Oggetti  terribilmente affascinanti, facilmente trasportabili e antichi  quanto basta.  Un piccolo museo  nel  quale è possibile inserire anche grandi conchiglie e materiale naturale ma in piccole quantità. 


Recipienti per il gioco della sabbia

La sabbia è sistemata in contenitori più grandi proprio per permettere  il trasferimento del più grande al più piccolo e viceversa.  Nel caso dello spazio/gioco  esterno che presentiamo in questo post, sono state usate semplici sabbiere da giardino alle quali sono state  un paio aggiunti paioli di rame sistemati a terra.    La sabbia si può trasportare e se cade non è un problema si spazza e si butta via.
Quello che si vuole assecondare  è il movimento libero del bambino che durante questa attività è predominante.  Un andare e venire, riempire e svuotare  che ovviamente non è fine a se stesso ma è elemento fondamentale della crescita.

Utensili per il gioco della sabbia

Pentole per il gioco della sabbia

Utensili per il gioco della sabbia - foto 2

Utensili per il gioco della sabbia - foto 3

Utensili per il gioco della sabbia - foto 4

Utensili per il gioco della sabbia - foto 5

Si ringrazia il nido comunale di Fidenza per aver concesso la pubblicazione del foto.
Il link di Ute Strub: www.edufrog.it/ute-strub.html