sabato 30 agosto 2014

Montessori "La vita pratica"

Le attività di vita pratica sono semplici e legate all'esperienza giornaliera sia familiare che scolastica.

Il bambino è affascinato dalle azioni degli adulti che ammira e dei quali si fida.

Le attività di vita pratica sono azioni vere che  consentono  ai bambini di sperimentare, costruire competenze e acquisire sicurezza.  
Pulire un tavolino, spazzare per terra, lavare dei panni, pulire le scarpe, pulire le foglie delle piante, innaffiare le piante... sono tutte attività che il bambino fa con piacere. Queste attività vanno preparate con cura e attenzione. Da parte delle educatrici e dalle insegnanti ci  dovrà essere la massima cura nei  dettagli e nei  particolari, perché sono proprio i particolari che colpiscono il bambino. Prima di presentare l'attività ai bambini  occorrerà verificare che ci siano tutti gli oggetti necessari all'attività stessa affinché ogni bambino possa impegnarsi tranquillamente nello svolgimento del compito. Questa cura e attenzione  gli consentirà di concentrarsi con interesse e studio sul suo fare.
Prima di proporre l'attività  al bambino l'educatrice o l'insegnante la dovrà  provare in tutte le sue parti affinchè possa essa stessa verificarne le eventuali difficoltà. Successivamente  la farà  provare ad un altro adulto, in modo da  controllare che tutti  i passaggi siano ben esplicitati dalle azioni messe in campo.

Ogni attività, per scontata che sia agli occhi di un adulto, va presentata individualmente al bambino,  non si useranno  parole, ma  gesti lenti, calmi e rallentati in modo che il bambino possa "assorbire e memorizzare" tutta la sequenza e, quando vorrà,  tranquillamente  ripeterla. In questa delicata fase  che prende il nome di  presentazione la maestra o l'educatrice dovranno controllare che lo sguardo del bambino stia seguendo i suoi gesti. 
Se il bambino, poi,  non esegue bene l'attività  o parte di essa non va mai ripreso o interrotto, ma sarà cura dell'adulto  ripresentare successivamente l'attività utilizzanddo la stessa calma e gestualità.
 Molte attività  di vita pratica consentono l'uso dell'acqua, del sapone e permettono semplici manipolazioni.
Nelle foto che pubblichiamo  si  possono vedere alcuni tipi di attività.




Attività di vita pratica - Foto 1
  1 Pulire le foglie di  una  pianta


Attività di vita pratica - Foto 2
 2 Lavarsi le mani 



Attività di vita pratica - Foto 3
3 Lavare un panno


Attività di vita pratica - Foto 4
4 Stendere un panno lavato


Attività di vita pratica - Foto 5





lunedì 16 giugno 2014

Una pentola di sabbia

Il nido comunale di Fidenza e il progetto della sabbia di  Ute Strub

Foto di Ute Strub
Ute è una "nonna" tedesca, fisioterapista e formatrice Pikleriana che ha rivoluzionato il pensiero  dell'uso della sabbia prevedendo anche lo spostamento di questo materiale.La sabbia, elemento che scorre tra le mani quasi come fosse acqua, che si compatta sotto la pressione delle mani o dei piediche si sgretola in granellini con un semplice gesto.
I bambini da sempre la usano per riempire e svuotare recipienti. Osservano con attenzione come si comporta se la si lascia cadere lentamente da un contenitore ad un altro.  Vi affondano le mani per nasconderle e ritrovarle subito dopo.
Per i bambini si trasforma a volte simbolicamente in cibo. E ne fanno polpette, pizze e torte invitando gli adulti al loro banchetto.  Riempiono un bicchiere fino all'orlo  e fanno finta di bere.  
Per questo  i contenitori  e gli oggetti  che Ute Strubb  consiglia di usare nell’allestimento di uno spazio /gioco sono essenzialmente oggetti per cucinare  in prevalenza pentole, cucchiai, schiacciapatate, mestoli e padelle di alluminio o di rame,  scovati nelle cucine delle nonne,  ritrovati in solai polverosi  o presi in prestito dalla casa di campagna. Oggetti  terribilmente affascinanti, facilmente trasportabili e antichi  quanto basta.  Un piccolo museo  nel  quale è possibile inserire anche grandi conchiglie e materiale naturale ma in piccole quantità. 


Recipienti per il gioco della sabbia

La sabbia è sistemata in contenitori più grandi proprio per permettere  il trasferimento del più grande al più piccolo e viceversa.  Nel caso dello spazio/gioco  esterno che presentiamo in questo post, sono state usate semplici sabbiere da giardino alle quali sono state  un paio aggiunti paioli di rame sistemati a terra.    La sabbia si può trasportare e se cade non è un problema si spazza e si butta via.
Quello che si vuole assecondare  è il movimento libero del bambino che durante questa attività è predominante.  Un andare e venire, riempire e svuotare  che ovviamente non è fine a se stesso ma è elemento fondamentale della crescita.

Utensili per il gioco della sabbia

Pentole per il gioco della sabbia

Utensili per il gioco della sabbia - foto 2

Utensili per il gioco della sabbia - foto 3

Utensili per il gioco della sabbia - foto 4

Utensili per il gioco della sabbia - foto 5

Si ringrazia il nido comunale di Fidenza per aver concesso la pubblicazione del foto.
Il link di Ute Strub: www.edufrog.it/ute-strub.html

sabato 3 maggio 2014

Piccole ricette per bambini curiosi


Copertina del libro "Le ricette di Mago Filippo"


Ci piace trovare libri  per bambini che  sono stati pubblicati  qualche anno fa, non proprio vecchi ma forse un po' datati, ci piacciono perchè sono semplici e  perchè  forse  gli autori per primi hanno affrontato quell'argomento, pionieri di un mondo che verrà. Poi le cose si avviano verso strade sconosciute e si finisce ad usare e abusare dei  bambini e delle loro compentenze ... ma questa forse è un'altra storia.
Tanto tempo fa quando sentivamo  nominare ricette e alimentazione per bambini ci  venivano subito in mente due cose: le pubblicazioni per adulti di tipo pseudo-scientifiche  o quelle tecnico-pratiche  tipo ricettario per l'infanzia.  Chissà cosa devono aver pensato  invece  le due autrici del loro  libro edito dalla Coop, Carla Balzanò e Luisa Marconi,  quando si sono messe al lavoro per realizzare "Le ricette di Mago Filippo"  nel 1989, sicuramente hanno pensato che i bambini sono capaci di cucinare piccole cose e di apprezzare il "fare" in cucina senza gare o premi, così  solo per il gusto di fare e di appendere.
Potremmo quasi giurarci che  in quella pubblicazione ci hanno lasciato un pezzo del loro  cuore. 
Se qualcuno ci  chiedesse cosa ci piace  in particolare di questo libro non sapremmo rispondere. Ci sono molte cose che ci  hanno colpite, sicuramente i disegni, cioè le illustrazioni che non sono avare di particolari, i colori tenui delle pagine e la facile realizzazione delle ricette.
Una cosa  crediamo sia importante  sottolineare, le autrici si rivolgono direttamente ai bambini  con un  linguaggio semplice ed è proprio  per questo che il libro ci piace. 
Stare insieme ai  bambini  in cucina è un modo per passare loro tante conoscenze e  tradizioni, cose queste ultime che altrimenti potrebbero andare perse se non si passano di generazione in generazione verbalmente. Le nonne fanno "cucinare" i bambini,  provate a farlo anche voi senza fretta e senza ansia. 
Vi auguriamo un buon weekend... con qualche ora passata in cucina con i più piccoli.


Il libro "Le ricette di Mago Filippo" - Foto 1

Il libro "Le ricette di Mago Filippo" - Foto 2

Il libro "Le ricette di Mago Filippo" - Foto 3

Il libro "Le ricette di Mago Filippo" - Foto 4

Il libro "Le ricette di Mago Filippo" - Foto 5






martedì 29 aprile 2014

I laboratori di Maggio

Buongiorno amici e ben ritrovati. Passate  bene le feste? Noi ne abbiamo approfittato per fare un viaggetto in Sardegna dove abbiamo intenzione di mettere su una bellissima iniziativa di cui vi parleremo molto presto.                               
Ma ora eccoci qua a presentarvi la nostra  nuova proposta formativa  per il mese di maggio. Abbiamo selezionato 6  tra i nostri laboratori per voi, trovate nel post le locandine di ogni laboratorio.
Potete iscrivervi a quelli che più vi interessano, ma solo quelli che riceveranno il maggior numero  di iscrizioni saranno realizzati. Quindi se volete non perdere questa occasione invitate le vostre amiche o le vostre colleghe a partecipare con voi!
Per il momento mettiamo a vostra disposizione tre date, ma se i laboratori scelti saranno di più sarà nostra cura organizzare ulteriori date.
 Lunedì 19 Maggio dalle 17 alle 20, venerdì 23 maggio dalle 17 alle 20 e  Sabato 24 Maggio dalle 10 alle 13   
I laboratori si terranno presso l'Associazione Anghingò+1 in via Appia Nuova 889, Roma.

Per  le  iscrizioni inviate una mail e specificate i laboratori  e la data che preferite




Locandina di "Il giardino dei tesori"

Locandina di "Il gioco euristico"
           

Locandina di "Giochiamo con la musica"
Locandina di "Ducumentare per immagini"
Locandina di "Piccole attività Montessoriane"


domenica 20 aprile 2014

Acqua e sabbia nei giorni di sole

da: il quaderno montessori n°18 - estate 1988

Primavera, estate sono il tempo dell'aria aperta: la paura dei raffreddori diminuisce e ai piccoli sono finalmente concessi il sole, la sabbia e l'acqua.
Portiamoli fuori appena possibile! Lo spazio si dilata, gli adulti si tranquillizzano e intervengono meno... Certo, i bambini un po' si sporcano e si bagnano, ma almeno nella bella stagione lasciamoli giocare così!

Giochi all'aperto nella Scuola per l'infanzia "M.Fasolo" Firenze - foto 1

Osserviamo lo spazio che i piccoli si creano, il loro "discorrere" con la sabbia, la concentrazione nel riempire e nel vuotare, così significativi per le sensazioni e per il pensiero nascente del bambino, nella ripetitività del gesto, assurda per noi, eppure strumento essenziale per capire, per imparare.
(Nido di Caronno P.., Varese)

Giochi all'aperto nella Scuola per l'infanzia "M.Fasolo" Firenze - foto 2


I piccoli si mettono a volte accanto a un compagno, ma non è ancora quel giocare insieme che si osserva appena due o tre anni dopo. Non bisogna forzarli in questo: ogni tempo ha le sue regole, il suo significato e conta sopratutto ciò che emerge dall'interno della persona.

Giochi all'aperto nella Scuola per l'infanzia "M.Fasolo" Firenze - foto 3

Il piacere di toccare, di travasare continua a lungo negli anni, solo che via via cambiano le modalità di incontro reciproco, di dialogo. (Giochi all'aperto nella Scuola per l'infanzia "M.Fasolo" Firenze)

Giochi all'aperto nella Scuola per l'infanzia "M.Fasolo" Firenze - foto 4

L'organizzazione dello spazio esterno va articolata in angoli raccolti e delimitati come quello interno: questo criterio favorisce la formazione di piccoli gruppi e permette anche al singolo bambino di agire da solo, se lo desidera. (Scuola per l'infanzia "M.Fasolo")

Lavare in giardino, Nido Caronno P. - Varese  - Foto 1

Basta creare le condizioni per altre esperienze e i bambini vi aderiscono subito, se trovano in esse le risposte di cui hanno bisogno. E' importante che anche all'esterno non si ammassino tutti in un punto rischiando il conflitto, ma che possano scegliere. In tal modo vivranno lo spazio e le novità - tra dentro e fuori - con tranquillità e con maggior piacere. (Lavare in giardino, Nido Caronno P. - Varese)

Lavare in giardino, Nido Caronno P. - Varese  - Foto 2

E chi non ha un giardino? Basta il terrazzino con una vaschetta in legno o in zinco, un po' di sabbia fine, qualche recipiente (uno o due) e una palettina. 
L'esperienza affina il gesto e la mente, fin dal primo anno di vita. (Archivio G.Honegger)













sabato 5 aprile 2014

Gli oggetti del cestino dei tesori


Gli oggetti contenuti nel Cestino dei Tesori  non sono definibili come “giocattoli”. 

Da Wikipedia: Il cesto dei tesori è una tecnica ludica, sperimentata oltre trent'anni fa da Elinor Goldschmied, una psicopedagogista britannica e rivolto ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 mesi. In questo periodo, infatti, il livello di maturazione neuro-muscolare consente al bambino di mantenersi in posizione seduta senza sbilanciarsi; è inoltre in questo periodo che si sviluppa e si affina la prensione manuale che consente di afferrare oggetti di piccole dimensioni. Sarà solo dai 12 mesi che, generalmente, il bambino potrà muoversi velocemente in autonomia anche camminando; in questo senso, essendo ancora limitata la possibilità di raggiungere materialmente i moltissimi oggetti che vede nell'ambiente intorno a sé, un'attività da svolgere seduto risulta efficace per appagare la sua curiosità verso gli oggetti.
Il cesto dei tesori consiste in un cesto di vimini o altro materiale naturale di circa 35 cm di diametro e circa 12 cm di altezza riempito con circa 60/100 oggetti vari che hanno la caratteristica di essere "non strutturati", sono cioè oggetti molto semplici fatti esclusivamente con materiali naturali: legno, metallo, gomma, carta, tessuto, pelle, pelo, cartone, corno ecc. Nella versione originale, sono banditi gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico.
Ai bambini, seduti di fronte al cesto viene lasciata massima libertà di esplorare gli oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono afferrati, toccati, passati da una mano all'altra e portati alla bocca; esaurita l'esplorazione di un certo oggetto, il bambino ne sceglierà un altro. Il ruolo dell'adulto in questo gioco è quello del mero osservatore, la sua presenza ha lo scopo di garantire serenità senza intervenire.
Durante il gioco col cesto dei tesori i bambini dimostrano una grande capacità di concentrazione, il gioco riesce a coinvolgerli per intervalli di tempo che, considerata l'età, sono sorprendenti."

Direttamente da uno dei nostri laboratori di formazione vi 
 proponiamo oggi una  "scheda  promemoria" con alcuni  oggetti che possono essere messi a dsposizione dei bambini nel Cestino dei Tesori. 



Contenuto del cestino dei tesori - Foto 1

Contenuto del cestino dei tesori - Foto 2

Gli adulti sanno bene quali sono gli oggetti preferiti dai bambini: pentole, scatole, chiavi ecc. ma c’è una certa riluttanza a dare ai piccoli questo tipo di oggetti. Per superare questa riluttanza occorre sapere che questo genere di attività deve essere seguita dall’adulto in tutte le sue fasi,  non si deve assolutamente lasciare da solo il bambino mentre gioca con  gli oggetti contenuti nel cestino.  
 I bambini devono sentire che l’adulto è  li, interessato a permettere quell’esperienza così nuova per loro.  E che solo così, con una presenza attenta e premurosa, ma non interventista dell’adulto, cioè che non sollecita, che non propone un oggetto piuttosto che un altro,  che si può accompagnare il bambino  verso esperienze nuove e opportunità di scelta.
In questa  attività si mette in atto  l’apprendimento  euristico, cioè la possibilità del bambino di scoprire le cose per se stesso. I bambini vogliono esplorare e scoprire  gli oggetti e poi desiderano sperimentare come  si comportano  in relazione ad altri oggetti di diversa natura...
Vi ricordiamo che per ulteriori informazioni sui nostri laboratori potete contattarci inviando una mail.

aldafulvia@gmail.com

domenica 23 marzo 2014

Angoli di scuola

CLUB MARY POPPINS
SCUOLA PRIMARIA MUNARI PARMA

Gli angoli di una sezione  sono lo spazio di appartenenza dei bambini, sono  luoghi di condivisione delle esperienze. La cura di questi angoli, da parte delle insegnanti  servirà al bambino per  creare situazioni di gioco adatte alla sua età. 
Negli angoli tutto  deve essere  disposto  in modo che sia accessiblile  ai bambini,  perchè possano usufruirne con tranquillità  e  per consentire il riordino con facilità degli oggetti/giochi messi a loro disposizione.
 "Lo spazio parla, anche se non sappiamo o non vogliamo ascoltarlo ed intrattiene un discorso  che travalica le parole e i gesti, determinando il nostro rapporto con gli altri." (Hall, 1966)

Foto della SCUOLA PRIMARIA MUNARI PARMA

Un angolo della classe della SCUOLA PRIMARIA MUNARI PARMA

Uno scaffale dei giochi nella SCUOLA PRIMARIA MUNARI PARMA

Foto di una classe della SCUOLA PRIMARIA MUNARI PARMA

giovedì 13 marzo 2014

I sacchetti profumati

L'appaiamento di sacchetti con spezie profumate è facile da realizzare e  permette di creare una attività che consente ai bambini di affinare il senso olfattivo e fare dei semplici appaiamenti montessoriani.




La scatola l'abbiamo comprata al mercato per pochi euro, già divisa in nove scomparti.
Abbiamo confezionato con dei rettangoli di stoffa, dei piccoli sacchetti e li abbiamo riempiti con le spezie profumate (lavanda, menta e finocchio) e chiusi con della rafia. Per ultimo abbiamo realizzato tre coperchietti con del compensato, ma li potete realizzare anche con del cartone pesante, ci abbiamo fatto un cappio con la rafia come impugnatura.

La scatola delle spezie - Immagine della lavanda
LA LAVANDA

La scatola delle spezie - Immagine di semi di finocchio
SEMI DI FINOCCHIO

La scatola delle spezie - Immagine di foglie di menta
FOGLIE DI MENTA

Accanto allo scomparto delle spezie ci sono i due sacchetti che contengono le erbe corrispondenti.


  • Aprire la scatola  
  • Tirare fuori tutti i sacchetti e mischiarli sul tavolo
  • Togliere un coperchietto per volta,  far toccare ed odorare la spezia e dare la relativa nomenclatura.
  • Trovare attraverso l'olfatto i due sacchetti corrispondenti e fare l'appaiamento 
  • Fare la stessa cose con le altre due spezie

L'attività si conclude rimettendo le coppie di sacchetti al loro posto e richiudendo il coperchio 
della scatola.
Consigliamo di presentare prima due spezie, poi in un secondo tempo aggiungere l'altra, 
di realizzare i sacchetti con una stoffa che permetta il passaggio dell'aroma.

Buon lavoro!




domenica 9 marzo 2014

Maria Montessori gli inizi...




manoscritto di Maria Montessori del 1907 

































da "Il quaderno montesori"  n°13 gennaio - marzo 1987

mercoledì 19 febbraio 2014

Da quasi magazzino a "Laboratorio del Fare"




Prima del nostro  intervento nella scuola c’era  una stanza che veniva chiamata molto impropriamente “laboratorio”, uno spazio utilizzato nei modi più svariati, ma in realtà, nel tempo era diventata un magazzino: materiali di vario genere riposti in scatole e scatoloni  erano  accatastati su scaffalature di metallo alte fino al soffitto. Gli armadietti presenti erano stipati fino a scoppiare …

La stanza era stata  divisa precedentemente  con un pannello di legno così da avere una zona pittura e una zona manipolazione. Questa suddivisione, che in un primo tempo sembrava avere la sua utilità,  successivamente con l’accumulo dei materiali scolastici, non era affatto funzionale, e la stanza con il tempo, come abbiamo detto,  aveva assunto più l’aria di un magazzino che di un laboratorio.
 Cosa fare? Noi  avevamo delle idee.
 Per le insegnanti invece  la riorganizzazione del laboratorio  era ostacolata dai seguenti quesiti:
        
 - Quando trovare il tempo per risistemare, per selezionare, per  eliminare, per recuperare?
 -  Come coinvolgere tutto il personale?
 -  Con quali soldi comprare i mobili adatti?

La partecipazione al corso di formazione “il laboratorio del fare”  ha acceso  l’entusiasmo e così è iniziato l'intervento di restyling, a cui le insegnanti della scuola hanno  dedicato  due mattinate di settembre. Quindi primo problema risolto.
“ Ci serviva che la docente  coordinasse  i lavori di riorganizzazione e questo è stato, ma non solo.  Mentre lavoravamo al progetto abbiamo intravisto la possibilità di poter finalmente fare qualcosa di veramente bello”.  Scrivono le insegnanti sulla loro relazione.

Il secondo problema che le insegnanti hanno posto era  quello del coinvolgimento di tutto il personale della scuola. Ma questo problema si è superato presto… tutte volevano esserci! Quindi il coinvolgimento di tutte le insegnanti c’è stato ed è stato molto positivo, anche chi non aveva partecipato al corso di formazione  si è attivato e ha dato una mano.  
Tra un mobiletto da spostare e recuperare, tra un cacciavite e una piantina da rianimare, sono state  date indicazioni  pedagogiche e suggerimenti importanti per tutti.

Il terzo problema della lista: le risorse finanziarie, si è rivelato, ad un attento esame non fondamentale, considerata la ricchezza dei materiali esistenti e i nostri preziosi suggerimenti sulla ridistribuzione  dei mobili esistenti. Il risultato finale come si può vedere dalle foto,  ha dato grande la soddisfazione a tutti.  “Ora è un ambiente di cui andiamo orgogliose”  dicono  le insegnanti.
A gennaio, dopo aver concordato una prima organizzazione e i turni di utilizzo, la scuola  ha  iniziato  con 12/15 bambini, di età omogenea, ad utilizzare il laboratorio. Lo stesso gruppo è andato al laboratorio per due/tre giorni consecutivi, come era stato proposto durante la formazione”.
Di solito, nelle scuole si costruiscono griglie di utilizzo degli spazi comuni permettendo ai bambini di usufruire dello spazio e dell’esperienza, se va bene, una volta a settimana. Abbiamo  ribaltato questa organizzazione, perché l’esperienza ha più valore se può essere ripetuta, se un lavoro può essere continuato il giorno dopo e il giorno dopo ancora quando sono ancora fresche le emozioni provate.






  




sabato 1 febbraio 2014

Documentare per immagini

La documentazione nei nidi  e nelle scuole italiane è relativamente giovane, per questo abbiamo pensato di pubblicare la parte introduttiva del nostro video: "Documentare per immagini al nido e a scuola".
Si tratta  di semplici  criteri di base per affrontare la documentazione nei servizi educativi.
In questi ultimi anni abbiamo studiato a fondo  il rapporto tra documentazione e formazione osservando le proposte formative e “leggendo” le risposte documentali che derivavano dalle formazioni fatte. Ci siamo rese conto che in alcuni casi  documentare può "spaventare" ed è per questo che proponiamo un corso pratico che permetta  di costruire una documentazione attenta e ben fatta utilizzando, per esempio, le immagini  di una attività o di un momento della giornata al nido o a scuola. Quello che vedrete è, come dicevamo prima, la parte introduttiva della presentazione del nostro corso.
Vorremmo con questo contributo aprire uno spazio di riflessione  e iniziare un discorso sulla documentazione che permetta di  conoscere  i concetti di base e affrontare il problema con serenità.
 
Buona visione