sabato 1 novembre 2014
sabato 30 agosto 2014
Montessori "La vita pratica"
Le attività di vita pratica sono semplici e legate all'esperienza giornaliera sia familiare che scolastica.
Il bambino è affascinato dalle azioni degli adulti che ammira e dei quali si fida.
Le attività di vita pratica sono azioni vere che consentono ai bambini di sperimentare, costruire competenze e acquisire sicurezza.
Pulire un tavolino, spazzare per terra, lavare dei panni, pulire le scarpe, pulire le foglie delle piante, innaffiare le piante... sono tutte attività che il bambino fa con piacere. Queste attività vanno preparate con cura e attenzione. Da parte delle educatrici e dalle insegnanti ci dovrà essere la massima cura nei dettagli e nei particolari, perché sono proprio i particolari che colpiscono il bambino. Prima di presentare l'attività ai bambini occorrerà verificare che ci siano tutti gli oggetti necessari all'attività stessa affinché ogni bambino possa impegnarsi tranquillamente nello svolgimento del compito. Questa cura e attenzione gli consentirà di concentrarsi con interesse e studio sul suo fare.
Le attività di vita pratica sono azioni vere che consentono ai bambini di sperimentare, costruire competenze e acquisire sicurezza.
Pulire un tavolino, spazzare per terra, lavare dei panni, pulire le scarpe, pulire le foglie delle piante, innaffiare le piante... sono tutte attività che il bambino fa con piacere. Queste attività vanno preparate con cura e attenzione. Da parte delle educatrici e dalle insegnanti ci dovrà essere la massima cura nei dettagli e nei particolari, perché sono proprio i particolari che colpiscono il bambino. Prima di presentare l'attività ai bambini occorrerà verificare che ci siano tutti gli oggetti necessari all'attività stessa affinché ogni bambino possa impegnarsi tranquillamente nello svolgimento del compito. Questa cura e attenzione gli consentirà di concentrarsi con interesse e studio sul suo fare.
Prima di proporre l'attività al bambino l'educatrice o l'insegnante la dovrà provare in tutte le sue parti affinchè possa essa stessa verificarne le eventuali difficoltà. Successivamente la farà provare ad un altro adulto, in modo da controllare che tutti i passaggi siano ben esplicitati dalle azioni messe in campo.
Ogni attività, per scontata che sia agli occhi di un adulto, va presentata individualmente al bambino, non si useranno parole, ma gesti lenti, calmi e rallentati in modo che il bambino possa "assorbire e memorizzare" tutta la sequenza e, quando vorrà, tranquillamente ripeterla. In questa delicata fase che prende il nome di presentazione la maestra o l'educatrice dovranno controllare che lo sguardo del bambino stia seguendo i suoi gesti.
Se il bambino, poi, non esegue bene l'attività o parte di essa non va mai ripreso o interrotto, ma sarà cura dell'adulto ripresentare successivamente l'attività utilizzanddo la stessa calma e gestualità.
Molte attività di vita pratica consentono l'uso dell'acqua, del sapone e permettono semplici manipolazioni.
Nelle foto che pubblichiamo si possono vedere alcuni tipi di attività.
Se il bambino, poi, non esegue bene l'attività o parte di essa non va mai ripreso o interrotto, ma sarà cura dell'adulto ripresentare successivamente l'attività utilizzanddo la stessa calma e gestualità.
Molte attività di vita pratica consentono l'uso dell'acqua, del sapone e permettono semplici manipolazioni.
Nelle foto che pubblichiamo si possono vedere alcuni tipi di attività.
1 Pulire le foglie di una pianta
2 Lavarsi le mani
3 Lavare un panno
Foto da: http://www.lacasanellaprateria.com/
4 Stendere un panno lavato
Foto da: http://www.lacasanellaprateria.com
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lunedì 16 giugno 2014
Una pentola di sabbia
Il nido comunale di Fidenza e il progetto della sabbia di Ute Strub

Ute è una "nonna" tedesca, fisioterapista e formatrice Pikleriana che ha rivoluzionato il pensiero dell'uso della sabbia prevedendo anche lo spostamento di questo materiale.La sabbia, elemento che scorre tra le mani quasi come fosse acqua, che si compatta sotto la pressione delle mani o dei piediche si sgretola in granellini con un semplice gesto.
I bambini da sempre la usano per
riempire e svuotare recipienti. Osservano con attenzione come si comporta se la
si lascia cadere lentamente da un contenitore ad un altro. Vi affondano le mani per nasconderle e
ritrovarle subito dopo.
Per i bambini si trasforma a
volte simbolicamente in cibo. E ne fanno polpette, pizze e torte invitando gli
adulti al loro banchetto. Riempiono un bicchiere fino all'orlo e fanno finta di
bere.
Per questo i
contenitori e gli oggetti che Ute Strubb consiglia di usare nell’allestimento di uno
spazio /gioco sono essenzialmente oggetti per cucinare in prevalenza pentole, cucchiai,
schiacciapatate, mestoli e padelle di alluminio o di rame, scovati nelle cucine delle nonne, ritrovati in solai polverosi o presi in prestito dalla casa di campagna.
Oggetti terribilmente affascinanti, facilmente
trasportabili e antichi quanto basta. Un piccolo museo nel
quale è possibile inserire anche grandi conchiglie e materiale naturale
ma in piccole quantità.
La sabbia
è sistemata in contenitori più grandi proprio per permettere il trasferimento del più grande al più
piccolo e viceversa. Nel caso dello spazio/gioco
esterno che presentiamo in questo post, sono state usate semplici sabbiere da giardino
alle quali sono state un paio aggiunti
paioli di rame sistemati a terra. La sabbia
si può trasportare e se cade non è un problema si spazza e si butta via.
Quello che si vuole assecondare è il movimento libero del bambino che durante questa attività è
predominante. Un andare e venire,
riempire e svuotare che ovviamente non è
fine a se stesso ma è elemento fondamentale della crescita.
Si ringrazia il nido comunale di Fidenza per aver concesso
la pubblicazione del foto.
Il link di Ute Strub: www.edufrog.it/ute-strub.html
Il link di Ute Strub: www.edufrog.it/ute-strub.html
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sabato 3 maggio 2014
Piccole ricette per bambini curiosi
Ci piace trovare libri per bambini che sono stati pubblicati qualche anno fa, non proprio vecchi ma forse un po' datati, ci piacciono perchè sono semplici e perchè forse gli autori per primi hanno affrontato quell'argomento, pionieri di un mondo che verrà. Poi le cose si avviano verso strade sconosciute e si finisce ad usare e abusare dei bambini e delle loro compentenze ... ma questa forse è un'altra storia.
Tanto tempo fa quando sentivamo nominare ricette e alimentazione per bambini ci venivano subito in mente due cose: le pubblicazioni per adulti di tipo pseudo-scientifiche o quelle tecnico-pratiche tipo ricettario per l'infanzia. Chissà cosa devono aver pensato invece le due autrici del loro libro edito dalla Coop, Carla Balzanò e Luisa Marconi, quando si sono messe al lavoro per realizzare "Le ricette di Mago Filippo" nel 1989, sicuramente hanno pensato che i bambini sono capaci di cucinare piccole cose e di apprezzare il "fare" in cucina senza gare o premi, così solo per il gusto di fare e di appendere.
Potremmo quasi giurarci che in quella pubblicazione ci hanno lasciato un pezzo del loro cuore.
Se qualcuno ci chiedesse cosa ci piace in particolare di questo libro non sapremmo rispondere. Ci sono molte cose che ci hanno colpite, sicuramente i disegni, cioè le illustrazioni che non sono avare di particolari, i colori tenui delle pagine e la facile realizzazione delle ricette.
Una cosa crediamo sia importante sottolineare, le autrici si rivolgono direttamente ai bambini con un linguaggio semplice ed è proprio per questo che il libro ci piace.
Stare insieme ai bambini in cucina è un modo per passare loro tante conoscenze e tradizioni, cose queste ultime che altrimenti potrebbero andare perse se non si passano di generazione in generazione verbalmente. Le nonne fanno "cucinare" i bambini, provate a farlo anche voi senza fretta e senza ansia.
Vi auguriamo un buon weekend... con qualche ora passata in cucina con i più piccoli.
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martedì 29 aprile 2014
I laboratori di Maggio
Buongiorno amici e ben ritrovati. Passate bene le feste? Noi ne abbiamo approfittato per fare un viaggetto in Sardegna dove abbiamo intenzione di mettere su una bellissima iniziativa di cui vi parleremo molto presto.
Ma ora eccoci qua a presentarvi la nostra nuova proposta formativa per il mese di maggio. Abbiamo selezionato 6 tra i nostri laboratori per voi, trovate nel post le locandine di ogni laboratorio.
Potete iscrivervi a quelli che più vi interessano, ma solo quelli che riceveranno il maggior numero di iscrizioni saranno realizzati. Quindi se volete non perdere questa occasione invitate le vostre amiche o le vostre colleghe a partecipare con voi!
Per il momento mettiamo a vostra disposizione tre date, ma se i laboratori scelti saranno di più sarà nostra cura organizzare ulteriori date.
Lunedì 19 Maggio dalle 17 alle 20, venerdì 23 maggio dalle 17 alle 20 e Sabato 24 Maggio dalle 10 alle 13
I laboratori si terranno presso l'Associazione Anghingò+1 in via Appia Nuova 889, Roma.
Per le iscrizioni inviate una mail e specificate i laboratori e la data che preferite
domenica 20 aprile 2014
Acqua e sabbia nei giorni di sole
da: il quaderno montessori n°18 - estate 1988
Primavera, estate sono il tempo dell'aria aperta: la paura dei raffreddori diminuisce e ai piccoli sono finalmente concessi il sole, la sabbia e l'acqua.
Portiamoli fuori appena possibile! Lo spazio si dilata, gli adulti si tranquillizzano e intervengono meno... Certo, i bambini un po' si sporcano e si bagnano, ma almeno nella bella stagione lasciamoli giocare così!
Osserviamo lo spazio che i piccoli si creano, il loro "discorrere" con la sabbia, la concentrazione nel riempire e nel vuotare, così significativi per le sensazioni e per il pensiero nascente del bambino, nella ripetitività del gesto, assurda per noi, eppure strumento essenziale per capire, per imparare.
(Nido di Caronno P.., Varese)
I piccoli si mettono a volte accanto a un compagno, ma non è ancora quel giocare insieme che si osserva appena due o tre anni dopo. Non bisogna forzarli in questo: ogni tempo ha le sue regole, il suo significato e conta sopratutto ciò che emerge dall'interno della persona.
Il piacere di toccare, di travasare continua a lungo negli anni, solo che via via cambiano le modalità di incontro reciproco, di dialogo. (Giochi all'aperto nella Scuola per l'infanzia "M.Fasolo" Firenze)
L'organizzazione dello spazio esterno va articolata in angoli raccolti e delimitati come quello interno: questo criterio favorisce la formazione di piccoli gruppi e permette anche al singolo bambino di agire da solo, se lo desidera. (Scuola per l'infanzia "M.Fasolo")
Basta creare le condizioni per altre esperienze e i bambini vi aderiscono subito, se trovano in esse le risposte di cui hanno bisogno. E' importante che anche all'esterno non si ammassino tutti in un punto rischiando il conflitto, ma che possano scegliere. In tal modo vivranno lo spazio e le novità - tra dentro e fuori - con tranquillità e con maggior piacere. (Lavare in giardino, Nido Caronno P. - Varese)
E chi non ha un giardino? Basta il terrazzino con una vaschetta in legno o in zinco, un po' di sabbia fine, qualche recipiente (uno o due) e una palettina.
L'esperienza affina il gesto e la mente, fin dal primo anno di vita. (Archivio G.Honegger)
sabato 5 aprile 2014
Gli oggetti del cestino dei tesori
Gli oggetti contenuti nel Cestino dei Tesori
non sono definibili come “giocattoli”.
Da Wikipedia: Il cesto dei tesori è una tecnica ludica, sperimentata oltre trent'anni fa da Elinor Goldschmied, una psicopedagogista britannica
e rivolto ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 mesi. In questo
periodo, infatti, il livello di maturazione neuro-muscolare consente al
bambino di mantenersi in posizione seduta senza sbilanciarsi; è inoltre
in questo periodo che si sviluppa e si affina la prensione manuale che
consente di afferrare oggetti di piccole dimensioni. Sarà solo dai 12
mesi che, generalmente, il bambino potrà muoversi velocemente in
autonomia anche camminando; in questo senso, essendo ancora limitata la
possibilità di raggiungere materialmente i moltissimi oggetti che vede
nell'ambiente intorno a sé, un'attività da svolgere seduto risulta
efficace per appagare la sua curiosità verso gli oggetti.
Il cesto dei tesori consiste in un cesto di vimini
o altro materiale naturale di circa 35 cm di diametro e circa 12 cm di
altezza riempito con circa 60/100 oggetti vari che hanno la
caratteristica di essere "non strutturati", sono cioè oggetti molto
semplici fatti esclusivamente con materiali naturali: legno, metallo, gomma, carta, tessuto, pelle, pelo, cartone, corno ecc. Nella versione originale, sono banditi gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico.
Ai bambini, seduti di fronte al cesto viene lasciata massima libertà
di esplorare gli oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono
afferrati, toccati, passati da una mano all'altra e portati alla bocca;
esaurita l'esplorazione di un certo oggetto, il bambino ne sceglierà un
altro. Il ruolo dell'adulto in questo gioco è quello del mero
osservatore, la sua presenza ha lo scopo di garantire serenità senza
intervenire.
Durante il gioco col cesto dei tesori i bambini dimostrano una grande
capacità di concentrazione, il gioco riesce a coinvolgerli per
intervalli di tempo che, considerata l'età, sono sorprendenti."
Direttamente da uno dei nostri laboratori di formazione vi
proponiamo oggi una "scheda promemoria" con alcuni oggetti che possono essere messi a dsposizione dei bambini nel Cestino dei Tesori.
Gli adulti sanno bene quali sono gli
oggetti preferiti dai bambini: pentole, scatole, chiavi ecc. ma c’è una certa
riluttanza a dare ai piccoli questo tipo di oggetti. Per superare questa
riluttanza occorre sapere che questo genere di attività deve essere seguita
dall’adulto in tutte le sue fasi, non si deve assolutamente lasciare da solo il bambino mentre gioca con gli oggetti contenuti nel cestino.
I
bambini devono sentire che l’adulto è
li, interessato a permettere quell’esperienza così nuova per loro. E che solo così, con
una presenza attenta e premurosa, ma non
interventista dell’adulto, cioè che non sollecita, che non propone un
oggetto piuttosto che un altro, che si può accompagnare il bambino verso esperienze nuove e opportunità di
scelta.
In questa attività si mette in atto l’apprendimento euristico, cioè la possibilità del bambino di scoprire le cose per se stesso. I bambini vogliono esplorare e scoprire gli oggetti e poi desiderano sperimentare come
si comportano in relazione ad altri oggetti di diversa
natura...
Vi ricordiamo che per ulteriori informazioni sui nostri laboratori potete contattarci inviando una mail.
aldafulvia@gmail.com
aldafulvia@gmail.com
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domenica 23 marzo 2014
Angoli di scuola
CLUB MARY POPPINS
SCUOLA PRIMARIA MUNARI PARMA
Gli angoli di una sezione sono lo spazio di appartenenza dei bambini, sono luoghi di condivisione delle esperienze. La cura di questi angoli, da parte delle insegnanti servirà al bambino per creare situazioni di gioco adatte alla sua età.
Negli angoli tutto deve essere disposto in modo che sia accessiblile ai bambini, perchè possano usufruirne con tranquillità e per consentire il riordino con facilità degli oggetti/giochi messi a loro disposizione.
"Lo spazio parla, anche se non sappiamo o non vogliamo ascoltarlo ed intrattiene un discorso che travalica le parole e i gesti, determinando il nostro rapporto con gli altri." (Hall, 1966)
Negli angoli tutto deve essere disposto in modo che sia accessiblile ai bambini, perchè possano usufruirne con tranquillità e per consentire il riordino con facilità degli oggetti/giochi messi a loro disposizione.
"Lo spazio parla, anche se non sappiamo o non vogliamo ascoltarlo ed intrattiene un discorso che travalica le parole e i gesti, determinando il nostro rapporto con gli altri." (Hall, 1966)
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giovedì 13 marzo 2014
I sacchetti profumati
L'appaiamento di sacchetti con spezie profumate è facile da realizzare e permette di creare una attività che consente ai bambini di affinare il senso olfattivo e fare dei semplici appaiamenti montessoriani.
La scatola l'abbiamo comprata al mercato per pochi euro, già divisa in nove scomparti.
Abbiamo confezionato con dei rettangoli di stoffa, dei piccoli sacchetti e li abbiamo riempiti con le spezie profumate (lavanda, menta e finocchio) e chiusi con della rafia. Per ultimo abbiamo realizzato tre coperchietti con del compensato, ma li potete realizzare anche con del cartone pesante, ci abbiamo fatto un cappio con la rafia come impugnatura.
| LA LAVANDA |
| SEMI DI FINOCCHIO |
| FOGLIE DI MENTA |
Accanto allo scomparto delle spezie ci sono i due sacchetti che contengono le erbe corrispondenti.
- Aprire la scatola
- Tirare fuori tutti i sacchetti e mischiarli sul tavolo
- Togliere un coperchietto per volta, far toccare ed odorare la spezia e dare la relativa nomenclatura.
- Trovare attraverso l'olfatto i due sacchetti corrispondenti e fare l'appaiamento
- Fare la stessa cose con le altre due spezie
L'attività si conclude rimettendo le coppie di sacchetti al loro posto e richiudendo il coperchio
della scatola.
della scatola.
Consigliamo di presentare prima due spezie, poi in un secondo tempo aggiungere l'altra,
di realizzare i sacchetti con una stoffa che permetta il passaggio dell'aroma.
di realizzare i sacchetti con una stoffa che permetta il passaggio dell'aroma.
Buon lavoro!
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domenica 9 marzo 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
Da quasi magazzino a "Laboratorio del Fare"
Prima del nostro intervento nella scuola c’era una stanza che veniva chiamata molto impropriamente “laboratorio”, uno spazio utilizzato nei modi più svariati, ma in realtà, nel tempo era diventata un magazzino: materiali di vario genere riposti in scatole e scatoloni erano accatastati su scaffalature di metallo alte fino al soffitto. Gli armadietti presenti erano stipati fino a scoppiare …
La stanza era stata divisa precedentemente con un pannello di legno così da avere
una zona pittura e una zona manipolazione. Questa suddivisione, che
in un primo tempo sembrava avere la sua utilità, successivamente con l’accumulo dei materiali
scolastici, non era affatto funzionale, e la stanza con il tempo, come abbiamo
detto, aveva assunto più l’aria di un
magazzino che di un laboratorio.
Cosa fare? Noi avevamo delle
idee.
Per le insegnanti invece la riorganizzazione del laboratorio era ostacolata dai seguenti quesiti:
- Quando trovare il tempo per risistemare, per selezionare, per eliminare, per recuperare?
- Come coinvolgere tutto il personale?
- Con quali soldi comprare i mobili adatti?
- Quando trovare il tempo per risistemare, per selezionare, per eliminare, per recuperare?
- Come coinvolgere tutto il personale?
- Con quali soldi comprare i mobili adatti?
La partecipazione al corso di
formazione “il laboratorio del fare” ha
acceso l’entusiasmo e così è iniziato l'intervento di restyling, a cui le insegnanti della scuola hanno dedicato due mattinate di
settembre. Quindi primo problema risolto.
“ Ci serviva che la docente coordinasse
i lavori di riorganizzazione e questo è stato, ma non solo. Mentre lavoravamo al progetto abbiamo
intravisto la possibilità di poter finalmente fare qualcosa di veramente bello”.
Scrivono le insegnanti sulla loro
relazione.
Il secondo problema che le insegnanti hanno
posto era quello del coinvolgimento di
tutto il personale della scuola. Ma questo problema si è superato presto… tutte volevano esserci! Quindi
il coinvolgimento di tutte le insegnanti c’è stato ed è stato molto positivo,
anche chi non aveva partecipato al corso di formazione si è attivato e ha dato una mano.
Tra un mobiletto da spostare e
recuperare, tra un cacciavite e una piantina da rianimare, sono state date indicazioni pedagogiche e suggerimenti importanti per tutti.
Il terzo problema della lista: le risorse finanziarie, si è rivelato, ad un attento esame non fondamentale, considerata la ricchezza dei materiali esistenti e i nostri preziosi suggerimenti sulla ridistribuzione dei mobili esistenti. Il risultato finale come si può vedere dalle foto, ha dato grande la soddisfazione a tutti. “Ora è un ambiente di cui andiamo orgogliose” dicono le insegnanti.
A gennaio, dopo aver concordato
una prima organizzazione e i turni di utilizzo, la scuola ha iniziato
con 12/15 bambini, di età omogenea, ad utilizzare il laboratorio. Lo stesso gruppo è andato al laboratorio per due/tre giorni consecutivi, come era stato proposto durante la formazione”.
Di solito, nelle scuole si costruiscono
griglie di utilizzo degli spazi comuni permettendo ai bambini di usufruire
dello spazio e dell’esperienza, se va bene, una volta a settimana. Abbiamo ribaltato
questa organizzazione, perché l’esperienza ha più valore se può essere
ripetuta, se un lavoro può essere continuato il giorno dopo e il giorno dopo
ancora quando sono ancora fresche le emozioni provate.
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sabato 1 febbraio 2014
Documentare per immagini
La documentazione nei nidi e nelle scuole italiane è relativamente giovane, per questo abbiamo pensato di pubblicare la parte introduttiva del nostro video: "Documentare per immagini al nido e a scuola".
Si tratta di semplici criteri di base per affrontare la documentazione nei servizi educativi.
In questi ultimi anni abbiamo studiato a fondo il
rapporto tra documentazione e formazione osservando le proposte formative e “leggendo” le risposte documentali che derivavano dalle formazioni fatte. Ci siamo rese conto che in alcuni casi documentare può "spaventare" ed è per questo che proponiamo un corso pratico che permetta di costruire una documentazione attenta e ben fatta utilizzando, per esempio, le immagini di una attività o di un momento della giornata al nido o a scuola. Quello che vedrete è, come dicevamo prima, la parte introduttiva della presentazione del nostro corso.
Vorremmo con questo contributo aprire uno spazio di riflessione e iniziare un discorso sulla documentazione che permetta
di conoscere i concetti di base e affrontare il problema con
serenità.
Buona visione
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