venerdì 16 agosto 2013

Castelli di sabbia


Si lavora con le mani e con i piedi, ma ho visto bambini fare la pista trascinando il compagno per i piedi e lasciare il segno con il sederino! 
I bambini sono molto concentrati da piccolini nel toccare la sabbia, farla scivolare tra le dita e batterla mentre poi più grandini sono presi nel loro lavoro di costruzione, a volte con secchielli e palette, da soli o in gruppo. Abbelliscono i loro capolavori con conchiglie, legnetti, sassi o qualsiasi altra cosa si può trovare sulla spiaggia. E' una grande opportunità che i bambini hanno di esprimere creativamente e liberamente la loro fantasia. Si trovano in una condizione fantastica poichè l'adulto difficilmente interviene per proporre, suggerire, anticipare o ostacolare il fare del bambino.
Giocare con la sabbia coinvolge tutti, grandi e piccini, è un gioco che sulla spiaggia spesso unisce i  papà o la mamma con i propri figli, c'è chi costruisce castelli, fortini, vulcani, piste ecc. ma  i bambini trovano  molto divertente  distruggere le costruzioni quando il campo resta incustodito. 































Se avete voglia potete organizzare una scatola con la sabbia a casa per i vostri bambini,  poche sono le regole da osservare e sono:  la sabbia non si tira in aria e  si gioca nella scatola.
La scatola deve contenere almeno un 4 dita di sabbia, se volete potete anche comprare la sabbia già lavata. Si può mettere a disposizione vicino alla scatola  un cestino con  qualche pentolino, un piccolo imbuto,  un cuchiaino,  un cucchiaio, dei piattini e  un setaccio, ma anche conchiglie e legnetti in modo da permettere al bambino di  sperimentare varie attività.  I bambini potranno così fare piccoli travasi, riempire pentolini ma anche creare composizioni o paesaggi.  Tutto questo permette  di sviluppare   il coordinamento  tra il gesto della mano e la vista (oculo-manuale), di sperimentare  il concetto di  pieno/vuoto e consente liberi apprendimenti. 
Non preoccupatevi, la sabbia è facile da raccogliere e se ci si attrezza con una piccola scopa e il raccoglitore, e ripulire sarà la giusta conclusione del gioco per il bambino che potrà autonomamente riparare all' eventuale danno. 




Nel sito di Ute Strub (http://spielraum-strandgut.de), potete vedere come una "nonna" tedesca ha allestito uno spazio fantastico dove i bambini possono sperimentare l'uso della sabbia. 







sabato 27 luglio 2013

1 Anno



Il nostro blog compie un anno di vita. 

Buon compleanno!





Proprio un anno fa abbiamo pubblicato il nostro primo post, timidamente ci siamo affacciate al web pubblicando "Un cesto con scarti di falegnameria" poi via, via sono arrivati tutti gli altri post.  
Auto produciamo piccoli video, scattiamo foto, cerchiamo nel web,  scriviamo testi, pensiamo e costruiamo giochi. Siamo curiose e tutto quello che può essere di supporto ai nostri pensieri viene selezionato e catalogato per essere pubblicato. Lavoriamo in totale sinergia tra noi, ci aiutiamo, ci corregiamo, ci confrontiamo e se non ci troviamo  d'accordo su  qualcosa  ne parliamo, discutiamo e poi troviamo insieme la soluzione. Questo è il nostro modo di lavorare, abbiamo imparato che per costruire qualcosa di bello occorre essere umili  e propositivi.


  


Siamo  felici del lavoro che facciamo; i coordinatori,  le educatrici, le insegnanti, i genitori, i bambini  che abbiamo incontrato nella nostra carriera lavorativa accompagnano i tutti i giorni i nostri pensieri.




Ora ci siete anche voi, i lettori del blog, anche se non vi conosciamo, sappiamo che ci seguite con attenzione  e per  questo vi ringraziamo con  affetto  sincero.
                                                                         Fulvia&Alda



mercoledì 24 luglio 2013

Allestiamo laboratori a impatto ambientale zero!






Reperiamo, recuperiamo, cerchiamo, troviamo...

Lo scarto ci  affascina.  Tutto ciò che deve essere buttato passa al vaglio dei nostri  pensieri. Può servire? La forma, il colore, la consistenza …  
In questo post vogliamo spiegavi meglio il nostro lavoro.
  



Non smettiamo mai di reperire, riciclare, recuperare, cercare e trovare  ed è  per questo che abbiamo sempre  cesti e sacche piene di tutto e di più che stipiamo  dove possiamo: in garage, nei portabagagli delle nostre auto, in soffitta. Perchè il nostro lavoro di formatrici ci ha portato a pensare che era bello e utile  realizzare giochi didattici  con materali poveri come  per esempio i travasi montessoriani,  libri sensoriali  e  scatole montessoriane e soprattutto allestire laboratori di formazione  per insegnanti e coordinatori, laboratori per bambini, laboratori per genitori.  In  questi ultimi anni abbiamo  allestito tanti laboratori con materiali di recupero e di scarto, è un lavoro che ci piace tanto. Siamo state chiamate dal Comune di Parma per  fare formazione alle insegnanti  delle scuole dell'infanzia, dal Comune di Fidenza per i nidi e  per le scuole dell' infanzia, dalla Cooperativa San Saturnino per le educatrici dei  nidi della Banca d'Italia e per gli operatori delle loro Case Famiglia, e da tanti altri committenti che gentilmente hanno chiesto il nostro intervento.  Lavoriamo entrambe per il Comune di Roma come tutor  nei percorsi di formazione complementare per educatrici e insegnanti di ruolo.    
 Per contattarci basta una mail a "aldafulvia@gmail.com




 
Abbiamo costruito un metodo di lavoro, che  parte dal Fare e  permette di affrontare  la pedagogia applicatva con attività di laboratorio, cioè fare formazione in modo completamente diverso e altamente produttivo.
Nei nostri laboratori utilizziamo una metodologia di tipo euristico,  stimolando l’esplorazione, la  scoperta e la ricerca.
 I nostri riferimenti teorici  sono gli scritti di Maria Montessori, Elinor Goldshmied, Emmi PiklerI e Celestin Frenet.
 
Il percorso  di formazione  che proponiamo  si snoda in  incontri di aula, visione di video e  foto, attività pratiche e organizzazione di schede, queste ultime  in modo particolare, permettono di tenere vera memoria delle informazioni acquisite.  Quest'anno abbiamo già in  agenda molti appuntamenti. Saremo a Parma pressso il Club Mary Poppins e a Roma presso l'Associazione Anghingò +1 e presso MontessoriInpratica.
Fra pochi giorni sarà pronto il Calendario per l'autunno 2013, cioè date e orari degli incontri dei nostri laboratori.Prenotatevi per tempo perchè i posti sono limitati.

 ----------------------------------------------------------------------------------




 






lunedì 15 luglio 2013

Al mare

Adoro il mare, appena posso scappo a mettere i piedi nell'acqua.
Mi piace ascoltare lo sciabordio del mare sulla sabbia o sui sassi.



Camminando con i piedi nell'acqua e lo sguardo alla terra spariscono
tutti i pensieri e magicamente mi ritrovo  ad essere più leggera.



Non solo camminare al mare pulisce l'anima, la mente e il corpo ma anche 
contemplarlo. Guardando il mare nella sua infinita vastità, l'occhio spazia 
fino all'orizzonte ed anche la mente e la fantasia possono volare leggere 
sulle increspature del mare, dalle tante tonalità, che vanno dal blu profondo 
ai toni e a tutte le sfumature del turchese e del verde smeraldo.





Il mare, la sabbia assorbono tutte le tensioni che ho accumulato nel quotidiano.
Man mano che i passi si susseguono, uno dietro l'altro, che l'acqua rinfresca 
i miei piedi, magicamente mi ritrovo  ad essere più leggiadra, serena e a
vedere tutto sotto un altra luce...


Mio nipote, da piccolino, la prima volta che è arrivato in riva al mare
si è fermato ed  è stato qualche minuto a guardare, poi con tono
grave e profondo ha esclamato "quanta acqua!". Pensandoci bene
è vero, a maggior ragione agli occhi di un bambino piccolo.


I bambini adorano l'acqua, per loro è veramente un attrazione fatale!  

Alla prossima passeggiata, ciao Alda







domenica 7 luglio 2013

La saggezza dei bambini


Questo video non vuole essere assolutamente  un invito a diventare vegetariani, ma solo far riflettere quanto nell'educazione dei bambini sono fondamentali le nostre azioni, i gesti che compiamo.  Le parole utilizzate dagli adulti quando si rivolgono ai bambini hanno una grande importanza perché suscitano emozioni e favoriscono l'immaginario.
Come vedrete in questo video l'adulto usa termini molto forti senza rendersi conto che il bambino da un senso figurato al nostro linguaggio.
Questo piccolo bambino, uomo di domani, nella sua grande saggezza e consapevolezza della verità, parla del motore che tutto muove: l'amore. Con molta semplicità e spontaneità ricorda che tutto e tutti hanno bisogno di amorevoli cure e attenzione. 
I bambini imparano e crescono osservando il nostro comportamento. Buona visione



giovedì 20 giugno 2013

Una copia introvabile di Elefanti e Topolini


 Giochiamo con la musica 
Percorso di  educazione all'ascolto per bambini


Buongiorno a tutti, avete  scritto in molti per chiedermi dove poter trovare il CD  "Musichiamo"  e l'opuscolo allegato, quello che contiene anche la "Storia di un pesciolino molto curioso" e tutti i brani del percorso di educazione all'ascolto per bambini da due a quattro anni. Devo dire che è andato letteralmente a ruba e le librerie  fanno fatica a trovare anche un solo  esemplare.
Sembra letteralmente sparito dalla circolazione, ma io ne ho ancora alcune copie che avevo da parte. 
Se volete potete contattarmi e sarò felice di inviarvene una copia o più di una se ne avete bisogno.
laboratoridelfareedelpensare@gmail.com   

FULVIA RIZONICO
A settembre  partirà  il corso per educatrici, insegnanti e mamme e perchè no, anche papà. Tre incontri, tre pomeriggi da passare insieme per imparare a giocare con la musica e ad insegnare ai bambini i  contrasti musicali  di base. 
Appena  avrò le date  vi farò sapere.




giovedì 30 maggio 2013

Un corso a Roma: le foto


Il nostro fine settimana.
Sabato 18 domenica 19 maggio abbiamo tenuto un laboratorio sull'uso dei  materiali di scarto per educatrici di nido e insegnanti di scuola dell'infanzia. Lo abbiamo organizzato in collaborazione con l'associazione MontessoriInpratica www.montessoriinpratica.it/‎. Nell'aula-studio della sede di Roma dell'associazione, abbiamo allestito un "laboratorio del fare e del pensare"  degno di questo nome. Noi  mettiamo su laboratori: uno spazio vuoto, un magazzino, un altelier male organizzato si trasforma sotto le nostre mani in un laboratorio  affascinante. Desideriamo che ogni laboratorio sia unico  ed è per questo che ci dedichiamo con passione alla ricerca di mobili o contenitori originali. 
Per questo laboratorio abbiamo scelto le cassette  di legno del vino.  Una vera sciccheria! 
Costano poco e sono davvero carine, e poi per non farci mancare niente, insieme alla referente dei laboratori dell'associazione, abbiamo  deciso  di far marchiare a fuoco le cassette  con la scritta MontessoriIn pratica
L'aula-studio, dove abbiamo allestito il laboratorio, è un posto accogliente dove si tengono corsi per  allieve educatrici, tate e genitori, vi consigliamo di visitare il loro sito, ci sono tante proposte e tutte interessanti.
Ma ora veniamo al  racconto del nostro corso.
Poco dopo le ore 8.30 Alda e io siamo arrivate cariche di sacche e borse piene di  scarti  preziosi e dopo averle scaricate dalle nostre auto abbiamo cominciato a sistemare tutto nelle cassette e nelle nostre meravigliose scatole montessoriane fatte a mano e ricoperte con la carta di Varese.
Non vi abbiamo  detto che facciamo un corso per imparare a costruirle? No?
Vi promettiamo di parlarne nei prossimi post.
Bene, ma non dobbiamo distrarci, stavamo raccontando del nostro fine settimana. Dopo aver lavorato come apine indaffarate, quando era tutto a posto per accogliere le partecipanti, ci siamo messe a fotografare sia i materiali che lo spazio. A mano a mano che le iscritte  arrivavano le abbiamo fatte accomodare nell'aula-studio,  ognuna di loro  guardava  incuriosita sia il laboratorio  che  la varietà  dei materali di scarto sistemata nelle cassette e nelle scatole.



Così, con loro grande piacere le abbiamo subito messe al lavoro.
Il laboratorio è  stato suddiviso in tre fasi, dalle 9,30 alle 12,30 la prima, e dopo il pranzo,  fino alle 18,00 la seconda. Il tempo è volato in fretta  e  finita  la prima  fase, cioè alle 12,30,  le educatrici sono andate a mangiare. Una pausa meritata. Un giro per il quartiere romano alla ricerca di un panino.  Quando sono tornate, il laboratorio  era già pronto per la fase due.
Di professione, come forse avete intuito se avete letto i nostri profili, facciamo le formatrici e ci occupiamo anche di documentazione e quindi  non dimentichiamo mai di  scattare foto su foto per fermare l'esperienza. Anche questa volta non abbiamo lesinato con gli scatti e abbiamo documentato tutto. Alle 18 di sabato stanche ma soddisfatte, ci siamo salutate dandoci appuntamento per la mattina del giorno dopo per affrontare la fase tre: le conclusioni.
I nostri laboratori  del  FARE e del PENSARE  non si limitano a far utilizzare materiali di scarto in senso artistico e creativo ma permettono, attraverso la rielaborazione in gruppo  dell'esperienza  vissuta, di affrontare  i nodi della relazione educativa tra adulto e bambino. Quindi  FARE  e PENSARE  per crescere professionalmente. Per guardare da un punto di vista più consapevole il fare del bambino.
 Pubblichiamo,  in accordo con le partecipanti,   le foto dei  loro lavori nelle nostre  pagine interne.
(per vederle non dovete far altro che andare alla sezione che trovate sulla destra a "per saperne di più" e cliccare su " Foto del corso presso MontessoriInpratica.  
C'è da dire però che per noi è molto più impotante il processo che l'individuo mette in atto durante l'esperienza  piuttosto che il prodotto finale.
Le parole che hanno accompagnato questo percorso sono patrimonio di chi lo ha frequentato. Ci farebbe molto piacere se nello spazio commenti le educatrici condividessero con noi e con voi i loro pensieri sull'esperienza vissuta.

giovedì 2 maggio 2013

Un incontro a Roma


Ciao a tutti, eccoci qui con una proposta  di laboratorio, uno dei  nostri  corsi  di formazione  sull'utilizzo dei materiali  naturali e di recupero nei nidi e nelle scuole. 

"Il laboratorio del fare e del pensare"

 Nella sede romana  dell'associazione   "MontessoriInPratica " 
 abbiamo organizzato  
un fine settimana per sperimentare, scoprire, giocare... e non solo!   



venerdì 22 marzo 2013

Il cestino dei tesori



 “Persone da zero a tre anni” di Elinor Goldschmied- Sonia Jackson
 Edizioni Junior

                                                              
Apriamo oggi nel nostro blog una nuova rubrica  dal titolo: 
 MaTeRiaLi  Di  STuDio


Il cestino dei tesori 
  di
Elinor Goldschmied.



Nelle  proposte della Goldschmied c’è la  fiducia nelle capacità del bambino e questo soprattutto  si manifesta nella scelta e nella ricerca di ciò di cui il bambino ha bisogno nei vari periodi della sua crescita. Siamo tutti  consapevoli, genitori e insegnanti in particolare,  che il bambino  ha un reale interesse per tutto ciò che rappresenta il mondo della comunità alla quale appartiene e al mondo in genere, soprattutto quello  naturale.
A questo proposito per il Cestino dei Tesori la Goldschmied elenca ben 101 oggetti di uso quotidiano da proporre ai bambini che ancora non gattonano  ne tantomeno camminano,  I materiali, la metodologia, la teoria  che sostengono questa  importante  proposta di attività per il nido è pedagogicamente molto interessante e parer mio nessun genitore e  nessuna struttura che si occupa di bambini piccoli  nido dovrebbe ignorarla.



La Goldschmied nel capitolo del suo libro  riguardante il cestino dei tesori, con linguaggio semplice  ci  invita a riflettere sulla reazione di insoddisfazione dei bambini che hanno da poco imparato a stare seduti; i giochi limitati  e poco interessanti che di solito vengono loro proposti possono essere la causa di questa insoddisfazione. La capacità di concentrazione che si attiva invece  durante l’esplorazione degli oggetti contenuti nel cestino è  invece molto alta. L’attenzione può durare un’ora e più. Gli oggetti contenuti in esso non sono definibili come “giocattoli”. Gli adulti sanno bene quali sono gli oggetti preferiti dai bambini: pentole, scatole, chiavi ecc. ma c’è una certa riluttanza a dare ai piccoli questo tipo di oggetti. Per superare questa riluttanza occorre sapere che questo genere di attività deve essere seguita dall’adulto in tutte le sue fasi,  non si deve assolutamente lasciare da solo il bambino mentre gioca con  gli oggetti contenuti nel cestino.  I bambini devono sentire che l’adulto è  li, interessato a permettere quell’esperienza così nuova per loro.  E che solo così, con una presenza attenta e premurosa, ma non interventista dell’adulto, cioè che non sollecita, che non propone un oggetto piuttosto che un altro,  che si può accompagnare il bambino  verso esperienze nuove e opportunità di scelta.
In questa  attività si mette in atto  l’apprendimento  euristico, cioè la possibilità del bambino di scoprire le cose per se stesso. I bambini vogliono esplorare e scoprire  gli oggetti e poi desiderano sperimentare come  si comportano  in relazione ad altri oggetti di diversa natura. La scientificità di questa ricerca è una procedura attenta e appassionata, che andrebbe ulteriormente approfondita. Ma limitandoci all’osservazione dell’azione si scopre che i bambini hanno bisogno di avere il tempo di  osservare e manipolare ogni tipo di oggetto messo loro a disposizione.

Nel cestino dei tesori, che dovrà essere rotondo senza manici  e non più alto di 14 cm,  ci dovranno essere  tanti  oggetti ma  uno per ogni specie cioè,  dei pezzi unici.
Ne elenco  alcuni che ritengo indispensabili per costruire un buon cestino: pigna conchiglia sasso di fiume, spugna naturale, noce di cocco, gomitolo di  lana,  stoffa di cotone, sottopentola di paglia, pennello da barba, pettine di legno, spazzola con setole naturali,  portauova di legno, mollette da bucato di legno, anello per tende, cucchiai, mazzo di chiavi, catenelle, frusta da cucina, pentolino, scatola di legno, coperchi  di metallo di varia misura, grattugia, formine dei biscotti, tappo da vasca con catenella, piumino per cipria, tubo di gomma, palla da tennis portafoglio con chiusura lampo, sacchetti cuciti con erbe aromatiche, calzascarpe di osso.  

Ora  per dare immagini alle  parole  scritte vediamoci questo filmato  dove possiamo notare in fondo alla stanza  la dott.ssa Goldschmied che è seduta su una poltrona  e segue l'evolversi del gioco.

Buona visione
da
Materiali poveri per giochi ricchi

 

Il testo è preso dall'articolo "Il cestino, la sacca e lo scaffale" di Fulvia Rizonico
  "Bambini"  febbraio 2013 
Edizioni Junior

giovedì 3 gennaio 2013

La scatola "montessoriana" delle conchiglie




I bambini di due, tre anni si impegnano molto a spostare gli oggetti
dentro e fuori dai contenitori, mantenendo in questa attività un livello
alto di attenzione e concentrazione.



Occorre tener presente che i bambini hanno con i luoghi e con i giochi un legame affettivo particolare, per questo l'uso di materiali naturali come conchiglie, pigne... stabilisce un collegamento con il ricordo di giornate passate al mare o nei boschi. 
L’ordine e la cura, da parte dell’adulto, nel preparare e mantenere le attività rivolte ai piccoli sono segnali di rispetto delle emozioni e sensazioni vissute dal bambino.
Maria Montessori è stata colei che ha definito e dato il giusto valore a questi aspetti.

Troverete il video relativo a questa proposta: http://youtu.be/6mT9Ruad2mo

Prossimamente vi presenteremo altre varianti con questa scatolina, comprata al mercatino con 5 euro, che è risultata valida per diversi esercizi importanti.